Storia e Fondamenti della Teoria Evolutiva: Dalla Fissità alla Selezione Naturale
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1. Il lungo cammino verso l'evoluzione
La fissità delle specie
In passato, si riteneva che tutte le specie fossero state create così come le vediamo oggi e che fossero rimaste invariate nel tempo. Le caratteristiche principali di questa visione includevano:
- Visione antropocentrica del mondo.
- L'idea di una Terra giovane, di appena 6.000 anni.
- L'uso di prove basate su un presunto "buon senso", spesso errate e presentate come evidenze chiare.
Georges Cuvier, studiando i fossili in profondità, scoprì che molte specie antiche erano profondamente diverse da quelle attuali, diventando il primo scienziato a teorizzare l'estinzione delle specie. Per spiegare la scomparsa di tali organismi, propose una storia della Terra segnata da catastrofi naturali che avrebbero periodicamente eliminato parte della vita.
Il lamarckismo o trasformismo
Jean-Baptiste Lamarck ipotizzò che le specie biologiche non fossero immutabili. Egli credeva che gli esseri viventi possedessero una naturale tendenza alla complessità e al progresso, portando alla trasformazione delle specie. I concetti base includono:
- Gli organismi cambiano necessariamente nel tempo.
- L'evoluzione dipende dalle condizioni ambientali.
- Le abitudini degli organismi determinano i cambiamenti fisici.
- I cambiamenti acquisiti sono ereditari.
Questa è nota come teoria dei caratteri acquisiti. L'errore principale risiede nel fatto che le modificazioni fisiche acquisite da un individuo durante la sua vita non vengono trasmesse alla discendenza.
2. La rivoluzione darwiniana
Charles Darwin, in qualità di naturalista a bordo della nave Beagle, circumnavigò il mondo per cinque anni. I pilastri del suo pensiero sono:
- Sovrappopolazione: In ogni specie nascono più individui di quanti ne possano sopravvivere a causa delle risorse ambientali limitate.
- Variabilità: Tra gli individui di una stessa specie esistono variazioni ereditarie o differenze.
- Selezione naturale: Poiché non tutti possono sopravvivere e gli individui non sono uguali, sopravvivranno solo coloro che possiedono un vantaggio competitivo.
- Cambiamento graduale: La popolazione evolve gradualmente poiché i sopravvissuti trasmettono le proprie variazioni vantaggiose alla prole.
Selezione naturale e adattamento
Darwin paragonò la selezione naturale alla selezione artificiale praticata dagli allevatori, che scelgono di far riprodurre gli esemplari con le caratteristiche migliori. Tuttavia, per Darwin, la natura opera questa selezione in modo permanente.
- Per Lamarck: L'ambiente induceva direttamente il cambiamento più appropriato. Lo sviluppo era finalistico o teleologico, orientato verso un obiettivo predeterminato.
- Per Darwin: L'ambiente si limita a selezionare le varianti più adatte tra quelle già presenti nella variabilità naturale degli individui.
La natura come criterio di cambiamento
L'ambiente è in costante mutamento a causa di variazioni climatiche, l'introduzione di nuovi predatori, parassiti o competitori. Una popolazione con una maggiore diversità genetica risulta meno vulnerabile ai cambiamenti ambientali rispetto a una popolazione omogenea.