Storia del Franchismo: Politica, Economia e Società in Spagna

Classificato in Scienze sociali

Scritto il in italiano con una dimensione di 4,61 KB

La struttura politica del regime franchista

La politica del regime fu determinata da tre fattori principali legati alla progettazione e alla costruzione del nuovo Stato. Al vertice si trovava il dittatore, Generalissimo degli eserciti, capo dello Stato, del governo e del partito unico. Egli concentrava su di sé i tre poteri, nominando i ministri e promulgando le leggi. Nel 1942, le Cortes spagnole sostituirono il Parlamento per collaborare con il Capo dello Stato. Il regime di Franco fu caratterizzato da un sistema politico altamente centralizzato, basato sullo sviluppo di leggi fondamentali.

Repressione e controllo sociale

Il regime attuò la soppressione di tutte le forze di opposizione. Tutti i sindacati e i partiti, con l'eccezione del FET y de las JONS, furono banditi e i loro membri perseguiti. I diritti di associazione e di espressione scomparvero. La repressione continuò anche dopo la fine della guerra civile. La principale forma di lotta contro Franco fu la guerriglia, portata avanti dai resti dell'esercito repubblicano e dai cosiddetti maquis, sebbene il tentativo di resistenza armata fallì.

Evoluzione della politica internazionale

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Spagna si dichiarò inizialmente neutrale, pur favorendo le potenze dell'Asse. Con la sconfitta della Germania, il governo cercò di accreditarsi presso i paesi democratici promulgando tre leggi fondamentali:

  • Fuero de los Españoles (1945): una dichiarazione dei diritti che tuttavia non fu rispettata.
  • Legge del Referendum (1945): il Capo dello Stato poteva convocare consultazioni popolari.
  • Legge di Successione (1947): ratificata per definire il futuro della monarchia.

Nel 1948, Franco incontrò Juan de Borbón, concordando che il figlio venisse educato in Spagna. Nonostante le Nazioni Unite avessero inizialmente raccomandato di rompere le relazioni diplomatiche con la Spagna, le potenze liberali mantennero un atteggiamento ambiguo durante la Guerra Fredda.

L'economia: dall'autarchia allo sviluppo

Fino al 1950, la Spagna visse una condizione di estrema povertà. Il regime giustificò la crisi con le devastazioni belliche, ma la causa principale fu l'autarchia, una politica economica volta a creare una struttura produttiva indipendente. Basata su teorie nazionaliste, l'economia era gestita dall'Istituto Nazionale dell'Industria (INI), che decideva prezzi e produzioni, ignorando i costi reali. La siccità e l'arretratezza agricola portarono al razionamento dei beni di prima necessità.

Con l'approvazione del Piano di Stabilizzazione del 1957, il governo abbandonò l'autarchia nel 1959. La Spagna entrò nel sistema monetario internazionale, ridusse l'intervento statale e aprì le frontiere commerciali, ponendo le basi per lo sviluppo economico.

Società e sindacalismo

Il sistema politico post-1936 mantenne la struttura capitalistica, restituendo le terre ai proprietari terrieri. Nel 1940 fu strutturato il sindacalismo verticale, ispirato al modello fascista italiano, basato sul superamento della lotta di classe. Le manifestazioni furono vietate e le donne persero la parità di diritti, causando un peggioramento delle condizioni di vita che portò a importanti scioperi, come quello di Bilbao nel 1947.

La crisi finale del regime

A partire dagli anni '70, il regime di Franco entrò in una fase di crisi profonda. Nonostante la crescita economica, il sistema non riuscì a rispondere alle nuove esigenze sociali. La crisi fu aggravata dall'inflazione e dalla disoccupazione globale. Il regime tentò misure di democratizzazione, ma contemporaneamente inasprì la repressione, con l'uso della legge marziale e l'esecuzione di condanne a morte.

L'attentato dell'ETA che uccise l'ammiraglio Luis Carrero Blanco nel 1973 segnò l'inizio della fine. Il 20 novembre 1975, Franco morì dopo quasi 40 anni di potere caratterizzati dal disprezzo per i diritti umani fondamentali.

L'opposizione politica

Verso la fine del regime, l'opposizione iniziò a organizzarsi in modo unitario:

  • Creazione di coordinamenti di partiti in Catalogna (1969).
  • Nascita della Giunta Democratica di Spagna e della Piattaforma di Convergenza Democratica.
  • Azioni armate di gruppi come ETA, FRAP e GRAPO.

Anche settori che avevano inizialmente sostenuto il regime, come la gerarchia militare e l'oligarchia, iniziarono a prendere le distanze, perdendo progressivamente il sostegno internazionale.

Voci correlate: