Storia delle Grandi Esplorazioni e la Formazione degli Imperi Coloniali

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La caduta dell'Impero Bizantino

La caduta di Costantinopoli nel 1453 per mano dei Turchi ottomani segnò un punto di svolta storico. Nel 1439, a Firenze, l'imperatore bizantino e la Chiesa di Roma avevano siglato un accordo che prevedeva la sottomissione dell'Ortodossia al Cattolicesimo in cambio di una crociata anti-turca.

Le scoperte geografiche

Lo sbarramento dei traffici verso l'Oriente costrinse gli europei a cercare nuove vie di comunicazione. Il commercio con l'Oriente, che passava per il Mar Rosso e l'Oceano Indiano, era precedentemente dominato da Venezia.

Innovazioni tecnologiche e rotte oceaniche

La via oceanica all'Oriente fu aperta dai portoghesi Bartolomeo Diaz e Vasco da Gama, che raggiunsero il Capo di Buona Speranza. Le innovazioni tecniche furono fondamentali: l'uso della caravella, della bussola, dell'astrolabio, lo studio dei venti e l'elaborazione di carte nautiche più precise.

La scoperta dell'America

Nel 1492, la Spagna (sotto Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona) finanziò il progetto del genovese Cristoforo Colombo, che intendeva raggiungere l'Estremo Oriente navigando verso Occidente. Il progetto si basava su tre considerazioni: la terra sferica, la presunta breve distanza e l'assenza di continenti intermedi (ipotesi rifiutata dai portoghesi, tra cui Diaz).

Le spedizioni di Colombo

  • 1ª spedizione (1492): 2 caravelle e 1 caracca. Partenza il 3 agosto, arrivo il 12 ottobre alle Bahamas.
  • 2ª spedizione: 17 navi verso le Antille, senza trovare oro.
  • 3ª spedizione (1498): scoperta di oro e perle.
  • 4ª spedizione (1502): 4 navi verso l'Honduras.

Divisione dei territori

Con la bolla Inter Caetera (1493) e il Trattato di Tordesillas (la raya), i territori vennero spartiti tra Spagna e Portogallo. Seguirono le esplorazioni di Cabral (Brasile per il Portogallo) e Amerigo Vespucci, che identificò il "Nuovo Mondo". Ferdinando Magellano tentò la circumnavigazione del globo, morendo però nelle Filippine.

Le civiltà precolombiane

Le tre grandi civiltà americane condividevano tratti comuni: un'agricoltura basata su mais, patate, fagioli, pomodori e peperoni. Non conoscevano l'uso di animali domestici, della ruota, della moneta o del ferro. Parlavano oltre 100 lingue, praticavano religioni politeistiche legate alle forze naturali e possedevano una concezione del mondo profondamente pessimistica.

La formazione degli imperi coloniali

Il modello portoghese

I portoghesi crearono minuscole colonie commerciali e militari lungo le coste africane, presso il Mar Rosso e il Golfo Persico, controllando il commercio con l'Estremo Oriente dopo aver distrutto la flotta araba d'Egitto.

Il modello spagnolo

Gli spagnoli, guidati dai conquistadores spinti dalla "febbre dell'oro", costrinsero le popolazioni indigene ai lavori forzati nelle miniere e nei campi, imponendo la religione cattolica.

I mezzi e l'organizzazione della conquista

Il successo della conquista fu dovuto a tre fattori: armamento superiore, alleanze con popolazioni indigene sottomesse e l'impatto devastante di massacri, lavoro forzato ed epidemie.

L'organizzazione, basata su sistemi simili al feudalesimo (Encomiendas e Capitanìe), risultò estremamente oppressiva. L'attività economica principale era l'industria mineraria, che sottraeva risorse senza generare investimenti locali.

L'economia schiavista

A causa del crollo demografico indigeno, si sviluppò la tratta degli schiavi: persone rapite in Africa venivano deportate attraverso l'Atlantico per essere vendute nei mercati americani.

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