Storia della Guerra Civile Spagnola: Fasi, Svolgimento e Conseguenze
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Le Fasi Decisive della Guerra Civile Spagnola
1. La Battaglia dell'Ebro (1938)
È la fase critica della guerra. Si verifica quando l'esercito repubblicano cerca di riunire le due aree (Madrid e Barcellona) che erano state separate dalle forze nazionaliste, attaccando la zona dell'Ebro. Nonostante alcune vittorie iniziali, l'esercito popolare è costretto a ripiegare e a difendersi fino alla fine della guerra. L'obiettivo primario della Repubblica per questa offensiva era l'attesa di un conflitto in Europa, che avrebbe potuto favorire l'appoggio delle potenze europee in loro favore.
2. La Battaglia di Catalogna e la Fine della Guerra (1938-1939)
In questa fase, i nazionalisti riescono a conquistare la Catalogna e ha inizio l'offensiva su Madrid. I repubblicani cercano una resa negoziata, ma Franco esige la resa incondizionata. Il 1° aprile 1939 viene posta la parola fine alla guerra.
Evoluzione della Repubblica Spagnola
Durante i primi giorni di guerra, le associazioni dei lavoratori, in rifiuto del governo, si sono armate per combattere il nemico. Il governo, inizialmente riluttante, ha creato diversi corpi di potere e di autogestione. Sono stati avviati:
- Sequestri e audit.
- Ispezioni.
- Rimozione dei sostenitori del colpo di stato (tra cui la Chiesa e il clero).
Il governo è in continua evoluzione, cercando di trovare l'equilibrio e l'organizzazione tra le diverse forze politiche. I giudici ripresero le loro sessioni e approvarono lo Statuto basco. Gli anarchici si unirono al governo e furono effettuate alcune riforme.
La Crisi del 1937
Nel 1937 scoppiò un grave conflitto a Barcellona tra gli anarchici e le forze del POUM. Largo Caballero si dimise e fu sostituito dal socialista Negrín. Questo nuovo governo pose come priorità assoluta la guerra; tuttavia, persistevano tensioni all'interno della Repubblica, causate da divergenze di opinione sul fronte: alcuni volevano negoziare, altri continuare la lotta. Dopo la battaglia dell'Ebro, la posizione nazionalista si irrigidì, accettando solo la resa incondizionata.
Origini e Svolgimento del Conflitto
La Guerra Civile è stata il risultato di un conflitto ideologico e di classe, alimentato da questioni come il nazionalismo, la religione e la disuguaglianza economica. Due schieramenti si sono contrapposti:
- Fronte Popolare: socialisti, comunisti, sinistra, regionalisti, nazionalisti e anarchici.
- Fronte Nazionale: cattolici conservatori, monarchici, carlisti e la destra (come la Falange).
I piani cospiratori furono sviluppati in seguito all'assassinio di Calvo Sotelo e alla rimozione di Alcalá Zamora. Il 18 luglio 1936, la rivolta ebbe successo in Marocco, Navarra, Siviglia, Galizia, parte dell'Andalusia, Oviedo e Saragozza. Poiché il colpo di stato non fu risolutivo in breve tempo, si trasformò in una guerra civile. L'equilibrio di potere era favorevole ai ribelli, ma il governo controllava le risorse finanziarie e i grandi centri urbani. Gli insorti erano meglio organizzati rispetto al governo repubblicano, che mancava di disciplina e addestramento.
Il Passo dello Stretto e la Battaglia di Madrid (1936-1937)
I ribelli, sostenuti da Italia e Germania, riuscirono ad attraversare lo Stretto e a conquistare l'area che permetteva loro di comunicare con l'esercito del Nord. A loro volta, si avvicinarono al confine con la Francia (Irún e San Sebastián). Tuttavia, l'avanzata su Madrid fallì. In questa fase, il conflitto assunse una dimensione internazionale, con l'ingresso di aiuti sovietici per la Repubblica e di truppe tedesche e italiane per i nazionalisti. Mentre il fronte repubblicano faticava a organizzarsi, Franco acquisì tutti i poteri per dirigere la guerra, che si protrasse a lungo.
Dalla Battaglia del Nord alla Battaglia di Teruel (1937-1938)
Il momento culminante di questa fase fu il bombardamento di Guernica. Le truppe nazionaliste conquistarono Bilbao e, poco dopo, le Asturie. I repubblicani cercarono di diminuire la pressione attaccando altre aree del nord. Riuscirono a vincere a Teruel, ma persero la posizione dopo pochi mesi. La strategia di Franco fu quella di condurre una guerra di logoramento. Gli aiuti per i nazionalisti erano assicurati, mentre il fronte repubblicano ebbe grandi difficoltà a ottenerli, subendo una rottura interna sempre più profonda.