Storia dell'Indipendenza Ispano-Americana e il Protettorato in Marocco

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L'indipendenza delle colonie americane

a) Nel tardo XVIII secolo e all'inizio del XIX secolo, si è sviluppata in America una coscienza rivoluzionaria, causata dall'arrivo delle idee illuministe, dall'effetto dimostrativo dell'indipendenza americana, dalle difficoltà economiche dell'espansione coloniale, dagli errori amministrativi della Monarchia e dall'esclusione degli indigeni. Tale fermento ha raggiunto il suo picco durante la crisi politica peninsulare del 1808.

Dopo la partenza di Ferdinando VII di Spagna e l'inizio della guerra d'indipendenza, furono create in America diverse giunte a imitazione della metropoli, nelle quali predominavano i creoli. Nel 1810, tali commissioni deposero quasi tutte le autorità spagnole, ad eccezione del Perù, e iniziarono ad autogovernarsi. Nonostante il proliferare di sommosse guidate dai creoli fino al 1815, questa prima fase di emancipazione si concluse con un relativo fallimento; infatti, solo in Argentina, Uruguay e Paraguay fu possibile consolidare l'indipendenza. Dal 1816, emersero nuovi focolai di emancipazione.

Il processo di indipendenza del Messico

L'indipendenza del Messico seguì un percorso differente, inserendosi nel contesto del triennio liberale. Il generale Iturbide proclamò il Piano di Iguala (1821), che ripristinava la monarchia costituzionale, il cattolicesimo e l'uguaglianza di tutti i messicani, senza distinzione di nascita o razza. Iturbide si proclamò imperatore, ma dopo la separazione dei territori dell'America Centrale e numerosi conflitti interni, l'impero fu sciolto nel 1823 e il Messico divenne una repubblica federale.

Le Province Unite dell'America Centrale

Nel 1822, i territori dell'America Centrale (Guatemala, El Salvador, Honduras, Nicaragua e Costa Rica) si unirono all'impero messicano di Iturbide. L'anno seguente si separarono per formare uno Stato federale: le Province Unite dell'America Centrale. Questo paese sopravvisse fino al 1839, quando una guerra civile, causata da rivalità locali e divergenze politiche tra liberali e conservatori, portò all'indipendenza dei singoli territori costituenti.

Il problema del Marocco e il disastro coloniale

1.4. Il problema del Marocco, in un momento in cui il prestigio delle nazioni nel contesto internazionale era misurato dalla dimensione del proprio impero coloniale, può essere considerato come una delle ultime conseguenze del "disastro del '98".

  • 1904: La Spagna firma un accordo segreto con la Francia per dividere il territorio del Marocco in due protettorati.
  • 1909: Primi incidenti a seguito degli attacchi del Rif alla ferrovia in costruzione tra Melilla e le miniere, culminati nella sconfitta di Barranco del Lobo.
  • 1912: Completamento della divisione in protettorati (con l'eccezione di Tangeri, sotto controllo internazionale).

La ribellione di Abd-el-Krim e l'intervento di Primo de Rivera

Fino al 1921, la situazione nel Protettorato fu relativamente tranquilla. Quell'anno, un leader del Rif, Abd-el-Krim, riuscì a unire sotto la sua guida tutte le Cabilia, innescando una ribellione che distrusse l'esercito spagnolo ad Annual. Questa offensiva infranse il potere militare spagnolo in Nord Africa, minacciò Melilla e portò alla fondazione della Repubblica del Rif (1923-1926).

Dopo il colpo di Stato militare del 1923, una delle priorità del governo di Primo de Rivera fu quella di risolvere il problema marocchino. Attraverso un accordo di cooperazione con la Francia, fu lanciata una grande operazione militare congiunta che culminò nello sbarco nella baia di Alhucemas, portando alla conquista sistematica e alla pacificazione del territorio del Protettorato nel 1927.

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