Storia del Movimento Operaio e della Rivoluzione Industriale in Europa

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L'Industrializzazione e la Questione Territoriale in Spagna

La maggior parte dell'industria spagnola si è concentrata nei Paesi Baschi, in Catalogna e a Madrid. Durante il XIX secolo, l'Andalusia è rimasta una regione prevalentemente agricola, cosicché l'industrializzazione ha riscontrato problemi gravi come la carenza di investitori, di fonti di energia e di infrastrutture, proprio come nel resto della Spagna.

Tempi nuovi, nuovi problemi

La rivoluzione industriale ha portato alla nascita di un nuovo gruppo sociale: il proletariato. La classe operaia nella prima industrializzazione aveva un'origine contadina e le persone accorrevano nelle città per lavorare nelle nuove fabbriche. Essi vivevano in quartieri tristi situati vicino alle fabbriche o nelle miniere, dove le famiglie dei lavoratori aspiravano a essere impiegate. La giornata di lavoro durava dalle 12 alle 14 ore. I salari erano molto bassi e i lavoratori non godevano di alcun diritto.

Le origini della lotta in Gran Bretagna

La Gran Bretagna è stata il primo paese in cui la classe operaia ha cominciato a organizzarsi e a lottare per i propri diritti. Questa lotta in corso è ciò che conosciamo come il movimento operaio: la lotta organizzata della classe operaia per migliorare le proprie condizioni di vita, solitamente con mezzi pacifici, ma a volte anche violenti.

I primi esempi di lotta di classe in Inghilterra consistettero in attacchi contro le macchine, fenomeno noto come luddismo. Le prime associazioni di lavoratori nacquero in Inghilterra nel XIX secolo e furono chiamate sindacati (Trades Unions), l'origine degli attuali sindacati.

Il riconoscimento legale e il Cartismo

Dal 1825, i sindacati britannici furono legalmente riconosciuti, segnando l'inizio del sindacalismo moderno. Il passo successivo nel movimento operaio britannico fu la lotta per ottenere il diritto alla partecipazione politica della classe operaia.

Questo movimento è noto come cartismo, così chiamato perché nel 1838 il Parlamento inglese ricevette un documento denominato People's Charter (Carta del Popolo). Tuttavia, fu solo nel 1918 che la Gran Bretagna concesse il diritto di voto a tutti gli uomini. In ogni caso, motivati dalle proteste, i governi liberali iniziarono ad adottare provvisoriamente le prime leggi per regolare le condizioni di lavoro.

Le nuove ideologie sociali

Ben presto cominciarono ad emergere diverse proposte di cambiamento:

  • Socialismo utopistico: sollevò la necessità di creare una nuova forma di organizzazione sociale ed egualitaria che ponesse fine allo sfruttamento della classe operaia. Tra i principali esponenti spiccano Fourier, Owen e Cabet.
  • Internazionalizzazione del movimento operaio: nel 1864, i rappresentanti delle associazioni dei lavoratori di diversi paesi riuscirono a fondare la prima Associazione Internazionale dei Lavoratori (AIL/IWA). Questa partnership cercava di integrare le associazioni dei lavoratori di tutti i paesi per attuare strategie di lotta comuni.

Obiettivi della Prima Internazionale:

  • La lotta per una giornata lavorativa di 8 ore.
  • L'abolizione del lavoro minorile.
  • Il miglioramento delle condizioni di lavoro delle donne.
  • L'abolizione degli eserciti permanenti.
  • La socializzazione dei mezzi di produzione.
  • Il riconoscimento dello sciopero come mezzo più efficace per raggiungere tali obiettivi.

La divisione del movimento operaio

Il movimento sindacale europeo si divise a metà del XIX secolo in due tendenze principali:

  1. Il socialismo libertario o anarchico, con il leader russo Mikhail Bakunin come figura di spicco. Proponeva l'eliminazione dello Stato e degli eserciti.
  2. Il socialismo scientifico o marxismo, che seguiva le idee del tedesco Karl Marx. Insieme a Friedrich Engels, difendeva la creazione di un sistema sociale senza proprietà privata né disuguaglianze economiche, proponendo la distruzione del sistema liberale borghese attraverso la rivoluzione armata e l'instaurazione della dittatura del proletariato, guidata dal Partito Comunista.

Le tre Internazionali

Il movimento sindacale internazionale si divise definitivamente in tre fazioni, ciascuna con la propria associazione:

  • Le organizzazioni sindacali e i gruppi di ispirazione anarchica mantennero il nome originale di Associazione Internazionale dei Lavoratori (AIL).
  • I partiti politici e i sindacati marxisti che abbandonarono la via della rivoluzione violenta confluirono nella cosiddetta Seconda Internazionale.
  • I partiti comunisti e i sindacati che decisero di seguire il percorso rivoluzionario definito dal Partito Comunista Russo fondarono la Terza Internazionale.

Il movimento operaio in Spagna

Il movimento operaio spagnolo, sviluppatosi con un certo ritardo rispetto ai pionieri della rivoluzione industriale, ebbe un'evoluzione simile a quella degli altri paesi europei.

Sebbene l'anarchismo spagnolo abbia in alcuni casi adottato mezzi violenti sotto forma di rivolte contadine e attacchi terroristici, alla fine si consolidò in un grande sindacato anarchico: nel XX secolo nacque la Confederazione Nazionale del Lavoro (CNT). Sul fronte socialista, nel 1879 nacque il Partito Socialista Spagnolo (PSOE) e nel 1888 l'Unione Generale dei Lavoratori (UGT).

Il suo fondatore, Pablo Iglesias, era un tipografo, ma fin dal principio il socialismo spagnolo ebbe eminenti membri non appartenenti alla classe operaia (intellettuali, medici, lavoratori del ceto medio). Pur non rinunciando alle aspirazioni di creare una società socialista, i socialisti decisero di partecipare al gioco elettorale. Nel 1910, Pablo Iglesias ottenne un seggio da deputato, portando per la prima volta nel parlamento spagnolo la voce delle classi lavoratrici.

Nei primi anni del Novecento, i due rami principali del movimento operaio spagnolo si evolsero lungo percorsi diversi: gli anarchici rimasero fedeli all'aspirazione di creare una nuova società attraverso lo sciopero generale rivoluzionario.

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