Storia del Movimento Operaio in Spagna: Origini e Sviluppo fino al 1868
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Il movimento dei lavoratori fino al 1868
Origine e caratteristiche
A partire dal decennio degli anni '40, con lo sviluppo dell'industria tessile e siderurgica, si assiste a un massiccio afflusso di lavoratori verso le città. La condizione occupazionale dell'epoca era drammatica:
- Orari di lavoro: turni massacranti da 12 a 14 ore.
- Ambiente: luoghi malsani, privi di misure di sicurezza e caratterizzati da salari bassi.
- Sussistenza: alimentazione insufficiente e scarsa varietà.
- Istruzione: analfabetismo quasi universale.
- Condizioni abitative: vita in baraccopoli prive di servizi sanitari e assistenza.
- Lavoro minorile: bambini a partire dai 6-7 anni venivano impiegati nelle fabbriche.
L'insicurezza era totale: le crisi economiche causavano cali nelle vendite, portando a licenziamenti, disoccupazione, fame e criminalità. I nuovi lavoratori industriali, provenienti dal mondo rurale, persero le tutele delle antiche corporazioni e, non controllando più il processo produttivo, furono costretti a vendere esclusivamente la propria forza-lavoro.
L'evoluzione del movimento operaio
Anni '30 e '40
Negli anni '30 si registrarono diversi movimenti legati al luddismo (proteste contro le macchine), tra cui spicca l'incendio della fabbrica Bonaplata a Barcellona. Dagli anni '40 iniziarono i primi tentativi di organizzazione, come la nascita delle società di mutuo soccorso e della società di tutela reciproca dei tessitori di cotone. Parallelamente, si diffusero le idee del socialismo utopico, culminate nel fallimentare tentativo di creare un falansterio a Jerez.
Il Biennio Progressista
Durante il Biennio progressista, i lavoratori iniziarono a rivendicare salari migliori, orari ridotti e sicurezza sul lavoro. I lavoratori parteciparono attivamente alla rivoluzione che pose fine al governo dei moderati. Dopo uno sciopero generale di 10 giorni, si giunse a un accordo con l'inviato di Espartero. Le richieste principali includevano:
- Diritto di associazione.
- Riduzione della giornata lavorativa a 10 ore.
- Mantenimento del salario.
- Diritto alla contrattazione collettiva.
Tuttavia, la legge approvata dal Parlamento non soddisfece le aspettative: l'Employment Act ridusse solo parzialmente l'orario per i minori, limitò l'associazionismo locale e relegò la contrattazione collettiva alle sole aziende con oltre 20 dipendenti tramite giurie. Il conflitto proseguì fino al 1856, quando il ritorno di Narvaez portò al divieto delle associazioni dei lavoratori.
La fase finale del regno
Il movimento operaio continuò a manifestare, trovando sponda nei democratici e nei repubblicani che includevano alcune istanze dei lavoratori nei loro programmi. Fino al 1863, l'azione sindacale subì una flessione a causa della repressione di Narvaez e O'Donnell. Dal 1863, si intensificarono le mobilitazioni, come la rivolta dei contadini di Loja, e alcuni dirigenti entrarono in contatto con la Prima Internazionale, partecipando attivamente alla rivoluzione del 1868.