Storia del Regime di Franco in Spagna: Dalla Repressione allo Sviluppo
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IV. La cancellazione dell'opposizione
Una volta vinta la guerra, Franco ha condotto un giro di vite (esecuzioni, carcere...) nei confronti di chi ha sostenuto lo schieramento sconfitto. Si applicò una politica di terrore per assicurare l'eliminazione di qualsiasi opposizione e garantire la sopravvivenza delle nuove regole, acquisendo le caratteristiche di uno stato di polizia militarizzato.
La repressione della dittatura è stata selettiva e sistematica, esercitata sui gruppi considerati dalle autorità franchiste come un grave pericolo per il regime e per la Spagna, come i massoni e i comunisti; a tal fine fu emanata la Legge per la repressione della Massoneria e del Comunismo. Inoltre, era stata promulgata la responsabilità politica: ogni persona (insegnante, militare...) sospettata di non sostenere il regime veniva allontanata dalla propria professione.
I media erano controllati dalla Legge sulla stampa e l'editoria; tutte le emittenti dovevano necessariamente collegarsi con la Radio Nazionale di Spagna per trasmettere un'unica informazione, preventivamente esaminata dalla censura ufficiale. Negli ultimi momenti della Guerra Civile molte persone fuggirono, dando vita al fenomeno degli esuli in Francia, Messico e Unione Sovietica.
Durante il dopoguerra, i maquis cercarono di applicare una strategia di guerriglia di logoramento, ma furono sconfitti dalla Guardia Civil negli anni '50. Vi fu anche un'opposizione monarchica guidata da Don Juan de Borbón, resa evidente dal Manifesto di Losanna (1945), in cui si chiedevano le dimissioni di Franco e la restaurazione della monarchia.
Tuttavia, poiché il futuro della monarchia restava incerto (era stata approvata la Legge di Successione al Capo dello Stato che dichiarava la Spagna un "regno" e prevedeva la restaurazione della monarchia dopo l'inabilità o il decesso di Franco), Don Juan nel 1948, dopo l'incontro con Franco (l'intervista sullo yacht Azor), decise di mandare suo figlio Juan Carlos in Spagna per completare la sua formazione sotto la supervisione del Generalissimo.
Nonostante la mancanza di libertà e il controllo della polizia, le forze di opposizione (socialiste, comuniste e nazionaliste) si organizzarono in clandestinità. Nel 1962 ebbe luogo il cosiddetto Contubernio di Monaco (o congiura di Monaco). Lo scopo di questo incontro, organizzato dalle forze di opposizione, era discutere la necessità che i paesi europei chiedessero la democratizzazione del regime in un momento in cui la Spagna doveva richiedere l'adesione al Mercato Comune.
Negli anni '60 si radicalizzò il movimento operaio (che aveva fondato il sindacato comunista CCOO). Settori sempre più ampi della Chiesa agirono come coscienza critica del regime; molti sacerdoti aderirono al rinnovamento promosso dal Concilio Vaticano II. Nei quartieri operai proliferarono i preti operai che organizzavano associazioni di quartiere e gruppi di lavoro.
Il nazionalismo basco si radicalizzò con la nascita dell'ETA nel 1959. L'Università divenne uno dei maggiori focolai di protesta contro il regime, con manifestazioni che chiedevano libertà e riforme democratiche. La risposta del regime fu la continua repressione. Per tutta la durata della dittatura, l'eliminazione di ogni opposizione è stata una delle costanti fondamentali.
V. La costruzione e lo sviluppo del sistema
1. La guerra e la costruzione del regime (1939-1950)
Questo periodo rappresentò un momento di grandi difficoltà per il regime e per la popolazione spagnola. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Franco collaborò con la Germania; dopo la sconfitta delle potenze fasciste, la Spagna subì pressioni e isolamento internazionale, aggravando la situazione di un paese già distrutto dalla Guerra Civile.
Il regime di Franco adottò una politica economica autarchica che provocò anni terribili di scarsità e razionamento. Dalla Guerra Civile fino al 1945 si ebbe il cosiddetto periodo blu, caratterizzato da una durissima repressione contro i repubblicani. Gli anni del dopoguerra furono segnati dalla penuria e dalla scarsità di cibo; vennero imposte le tessere annonarie obbligatorie per garantire la consegna dei prodotti di prima necessità.
La mancanza di forniture portò alla nascita del mercato nero e del contrabbando (noto come estraperlo). Una grande percentuale della popolazione (vedove, orfani e anziani) sopravvisse grazie al sostegno del Soccorso Sociale. Le autorità imposero una moralità pubblica rigorosa, basata su principi conservatori sotto l'influenza della Chiesa.
La fine della Seconda Guerra Mondiale fu un momento critico. La mancanza di libertà democratiche e l'atteggiamento filofascista portarono le Forze Alleate a imporre una dura condanna e una politica di isolamento internazionale. La Francia chiuse i confini e la risoluzione ONU del 1946 accusò il regime di Franco di essere fascista, raccomandando ai membri di:
- Proibire l'adesione della Spagna alle organizzazioni internazionali.
- Rimuovere tutti gli ambasciatori dalla Spagna.
2. La fine dell'autarchia e il consolidamento del regime (1951-1959)
Negli anni '50 lo scenario internazionale cambiò: la lotta contro il fascismo lasciò il posto alla Guerra Fredda contro il comunismo. Con il sostegno degli Stati Uniti, il regime iniziò a essere riconosciuto dal blocco occidentale e riuscì lentamente a uscire dall'isolamento. In questo nuovo scenario, la Spagna di Franco acquisì un particolare interesse strategico e militare in chiave anticomunista.
Di conseguenza, fu annullata la decisione dell'embargo ONU e tornarono gli ambasciatori. Fu firmato il Concordato con il Vaticano: Franco ottenne il riconoscimento della Santa Sede e, in cambio, la religione cattolica divenne ufficialmente l'unica della nazione. Fondamentale fu anche il Patto di Madrid con gli Stati Uniti, un accordo economico e militare con cui la Spagna cedette l'uso di diverse basi militari in cambio di aiuti economici e riconoscimento politico. Nel 1955 la Spagna entrò finalmente nell'ONU.
3. Lo sviluppo (1959-1973)
All'inizio degli anni '60, la presenza nel governo di tecnocrati (membri dell'Opus Dei) portò a una svolta nell'economia spagnola, avviando una fase di sviluppo accelerato attraverso il Piano di Stabilizzazione e i Piani di Sviluppo, inclusa la creazione di "poli di sviluppo".
Si scatenò un processo di profonda trasformazione economica e sociale che cambiò la tradizionale Spagna rurale e arretrata. La crescita industriale fu spettacolare, tanto da parlare di "miracolo spagnolo". Lo sviluppo portò la Spagna a essere tra i 12 paesi più industrializzati al mondo. Oltre ai piani economici, tre fattori contribuirono alla crescita nazionale:
- Turismo: divenne la prima industria nazionale, favorendo l'edilizia e il settore terziario, e portando un cambiamento nei comportamenti sociali e politici grazie al contatto con gli stranieri.
- Migrazione: il governo incoraggiò l'uscita dei lavoratori verso l'Europa (Germania, Svizzera, Francia) che necessitava di manodopera. Le rimesse inviate alle famiglie aiutarono a stabilizzare l'economia e i lavoratori acquisirono formazione tecnica all'estero.
- Ingresso di capitali stranieri: investimenti massicci nei settori chimico, commerciale e tecnologico.
L'apertura e la prosperità sociale portarono gli spagnoli a cercare sempre più un sistema di libertà democratiche. Tuttavia, il regime si rifiutò di evolversi politicamente.
4. Fine del regime (1973-1975)
Nel 1973, la crisi del petrolio e la crisi economica internazionale peggiorarono la situazione. All'interno del regime si scontrarono gli aperturisti (innovatori) e gli immobilisti (il cosiddetto "bunker"). L'opposizione era sempre più forte, sia per l'azione terroristica dell'ETA (che assassinò il Primo Ministro Carrero Blanco), sia per l'attività di altri gruppi di estrema destra o sinistra.
Le condizioni di salute di Franco erano precarie e le relazioni internazionali divennero difficili dopo l'applicazione di 5 condanne a morte per terrorismo, che portarono al ritiro di diversi ambasciatori. La Spagna era l'ultima dittatura sopravvissuta nell'Europa occidentale. La situazione fu aggravata dalla crisi del Sahara Spagnolo, con il Marocco che organizzò la "Marcia Verde". Senza il sostegno ONU e sotto pressione USA, fu firmato il Trattato di Madrid. Il 20 novembre 1975, Franco morì e con lui il suo regime.
VI. Conclusioni
Il regime di Franco è stato un sistema politico autoritario sviluppatosi in Spagna dopo la vittoria dei nazionalisti nella Guerra Civile. Il potere era legato alla personalità di Franco, Capo dello Stato con ampi poteri e Generalissimo degli eserciti. Socialmente, ebbe il sostegno della Chiesa, dell'oligarchia, dei militari e delle classi medie politicizzate.
Franco non istituì uno stato democratico, abolendo i partiti e rifiutando una costituzione liberale. Al suo posto, pubblicò una serie di Leggi Fondamentali che definivano un sistema autocratico. Durante quasi 40 anni, il regime si evolse in base alla situazione internazionale senza rinunciare ai propri principi basati su:
- La creazione della "democrazia organica".
- La configurazione di uno Stato centralizzato e confessionale.
- Il mantenimento dell'identità basata su nazionalcattolicesimo, nazionalpatriottismo e sindacalismo nazionale.