Storia e Regole dei Giochi Olimpici nell'Antica Grecia e Roma
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1. Condizioni necessarie per partecipare alle Olimpiadi
Per partecipare ai giochi era necessario essere di sesso maschile, di cittadinanza greca, liberi, figli legittimi e aver seguito un allenamento specifico per dieci mesi. I giochi si svolgevano durante l'estate e dovevano coincidere con la luna piena.
Nella Grecia antica esisteva una forte discriminazione verso le donne, le quali non potevano partecipare ai giochi né assistervi come spettatrici. Per loro venivano organizzati giochi separati.
2. La formazione degli atleti
Gli atleti professionisti venivano formati in modo sistematico, dedicandosi quasi esclusivamente alla pratica sportiva per cercare la vittoria. Gli allenamenti erano estenuanti, praticati dall'alba al tramonto, e ripetuti in un ciclo invariabile di quattro giorni: intensità leggera il primo giorno, intensità crescente nel secondo, riposo o esercizi leggeri nel terzo, e attività fluida nel quarto. Gli atleti gareggiavano a capo scoperto e scalzi.
Milone di Crotone è l'atleta più famoso dell'antichità per le sue numerose vittorie; la leggenda narra che si allenasse sollevando un manzo.
3. Le prove dei Giochi Olimpici
Inizialmente, per le prime tredici edizioni, l'unica prova era la gara dello stadio, che occupava un solo giorno e consisteva in un giro completo della pista.
- Diaulos: gara che prevedeva due giri dello stadio.
- Dolicho: gara di fondo che richiedeva dodici giri completi.
- Salto in lungo: eseguito con manubri in mano per aumentare lo slancio; il vincitore era chi otteneva la migliore somma di tre salti.
- Giavellotto: lanciato con l'ausilio di una cinghia avvolta attorno all'asta per aumentarne la propulsione.
- Lancio del disco: effettuato su una superficie battuta. Il lanciatore si cospargeva le mani di sabbia o polvere per migliorare la presa sulla pietra, molto più pesante di quella odierna.
- Pugilato: inizialmente a mani nude, in seguito fu introdotto il caestus (guanto), costituito da cinghie di cuoio di bue. Non esistevano categorie di peso e vinceva solitamente l'atleta più alto e pesante.
- Lotta: l'obiettivo era atterrare l'avversario facendogli toccare terra con fianchi, spalle o schiena per due volte. I lottatori si cospargevano il corpo di olio.
- Wrestling: una forma di lotta violenta in cui era permesso tutto, tranne mettere le dita negli occhi.
- Pentathlon: composto da corsa, salto, lancio del giavellotto, lancio del disco e lotta. L'atleta doveva possedere agilità, flessibilità e una proporzione fisica vicina alla perfezione.
Erano previste anche corse di cavalli e carri, riservate alle classi sociali più abbienti, poiché richiedevano il possesso e il mantenimento di cavalli selezionati.
Il vincitore olimpico otteneva grande prestigio e una corona d'oliva, venendo accolto in patria come un eroe, spesso celebrato con statue in bronzo ed esenzioni fiscali. I giochi terminarono nel 393 d.C. per ordine di Teodosio I, dopo che Lucio Cornelio Silla aveva saccheggiato Olimpia nell'86 a.C. trasferendo i giochi a Roma.
4. Prove del Pentathlon
Le cinque discipline erano: corsa, salto, lancio del giavellotto, lancio del disco e lotta.
5. Differenze tra attività fisica in Grecia e a Roma
Mentre in Grecia l'attività fisica aveva una valenza intellettuale e formativa, a Roma l'utilità divenne puramente militare e, successivamente, ludica. I Romani trasformarono lo sport in uno spettacolo di intrattenimento, con finalità sanitarie e ricreative.
6. L'anfiteatro e le attività romane
Lo stadio greco fu sostituito dall'anfiteatro romano, una struttura ellittica con uno spazio centrale chiamato arena. Gli spalti erano divisi per classi sociali: dai cittadini illustri alla plebe e alle donne. Nel seminterrato si trovava un complesso sistema di corridoi e gabbie per animali e attrezzature sceniche.
- Combattimenti di gladiatori: coinvolgevano prigionieri di guerra o condannati a morte (come Sanniti, Traci e Mirmilloni), dotati di armi e armature specifiche.
- Naumachie: spettacolari e sanguinose battaglie navali simulate all'interno dell'arena, resa temporaneamente un lago artificiale.
- Caccia (Venationes): combattimenti contro animali selvatici, spesso condotti da uomini armati contro persone totalmente indifese.