Storia della Restaurazione Spagnola: Alfonso XII e il Sistema di Cánovas del Castillo
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Il Regno di Alfonso XII: Cánovas e la Costituzione del 1876
Il Regime della Restaurazione (1875-1898)
Il ritorno della monarchia borbonica segnò la creazione di un sistema liberal-conservatore antidemocratico, volto a riunire le forze conservatrici per evitare colpi di stato militari e movimenti popolari, scongiurando così una ripetizione dell'instabilità precedente.
Cánovas del Castillo
Il sistema politico ideato da Cánovas del Castillo per la Restaurazione fu costruito su pilastri poco democratici:
- Una Costituzione limitata: Le Corti e la Corona sono le istituzioni chiave, che condividono sia la sovranità che il potere legislativo.
- Il sistema bipartitico: Un assetto che permetteva l'accesso al potere solo a due partiti dinastici, il Partito Conservatore e il Partito Liberale, escludendo sistematicamente l'opposizione.
- Alternanza pacifica: Un avvicendamento al potere concordato e garantito da una costante frode elettorale.
L'obiettivo del sistema era stabilizzare la monarchia, bandire i colpi di stato militari e conferire al Re il potere di cambiare il governo.
Caratteristiche e Funzionamento del Sistema Canovista
I sostenitori della dinastia borbonica spianarono la strada alla Restaurazione dopo che Isabella II abdicò in favore di suo figlio Alfonso XII (1870). Cánovas del Castillo creò un clima di opinione favorevole alla proclamazione del Principe, contribuendo alla redazione del Manifesto di Sandhurst. Il pronunciamento del generale Martínez Campos, il 29 dicembre 1874, accelerò gli eventi che portarono alla Restaurazione.
Il sistema di Cánovas si poggiava su tre basi principali:
- Teoria della Costituzione interna o storica: La sovranità risiede nelle "Corti con il Re".
- Sistema di potere: Diviso tra due forze: la Corona (incarnazione della sovranità) e le Corti (portatrici della libertà).
- Costituzione scritta: Necessaria per organizzare l'azione di queste due forze contrapposte.
La Costituzione del 1876
L'Assemblea Costituente approvò la Costituzione nel maggio 1876. Si tratta di un testo di natura permanente, basato sulla Costituzione del 1845 ma che integra alcuni diritti proclamati nel 1869. I punti salienti includono:
- Sovranità condivisa: Le Corti condividono il potere con il Re.
- Corti bicamerali: Il Congresso viene eletto ogni 5 anni. Il Senato è composto in parte da membri di diritto, in parte da membri nominati a vita e in parte da membri eletti tramite suffragio censitario tra i maggiori contribuenti.
- Rafforzamento del potere della Corona:
- Potere esecutivo: Il Re nomina i ministri e detiene il comando supremo delle Forze Armate.
- Potere legislativo: Il Re ha il diritto di veto sulle leggi approvate dal Parlamento.
- Diritti e doveri: I diritti dei cittadini sono regolati da leggi ordinarie che spesso ne limitano l'esercizio.
- Evoluzione del suffragio: La Costituzione non definisce il tipo di votazione; nel 1890 verrà introdotto il suffragio universale maschile.
- Religione: Il cattolicesimo è la religione ufficiale dello Stato, pur tollerando privatamente altri culti.
Il Bipartitismo
Due grandi partiti, il Conservatore e il Liberale, si alternavano al potere e all'opposizione. Cánovas configurò il Partito Conservatore, mentre la sua controparte liberale fu guidata da Sagasta, che creò il Partito Liberale per collaborare al sistema.
- Il Partito Conservatore: La sua base sociale era l'alta borghesia, l'aristocrazia, l'esercito e i grandi proprietari terrieri. L'ideologia si basava su ordine, suffragio censitario, limitazione delle libertà e centralismo tradizionale.
- Il Partito Liberale: Riuniva settori progressisti, democratici e repubblicani moderati (possibilisti). La sua base era la media borghesia. Sosteneva il suffragio universale, maggiori libertà civili, il sistema della giuria e un minore clericalismo.
Cánovas dalla destra e Sagasta dalla sinistra cercarono di consolidare il sistema politico attraverso il trasferimento pacifico del potere, escludendo carlisti e repubblicani. Tuttavia, questa macchina politica si traduceva spesso in corruzione:
- L'alternanza era un accordo preventivo (il "turno").
- Le elezioni non riflettevano la volontà popolare; venivano indette per confermare il governo già deciso a tavolino, una pratica di puro dispotismo.
- Queste pratiche fraudolente portarono a una profonda disillusione e all'astensionismo di gran parte della popolazione.
Sostegno Sociale del Regime di Restaurazione
L'oligarchia, composta da aristocratici e borghesi proprietari terrieri, era più interessata a preservare i propri interessi che a promuovere un reale rinnovamento politico. Questa élite controllava il sistema parlamentare manipolando le elezioni.
Il voto era controllato a livello provinciale dai governatori e a livello locale dai cacicchi (caciquismo). Accanto a questa figura operava la tecnica del pucherazo (brogli elettorali), che includeva la coercizione e la manipolazione dei verbali elettorali.
In conclusione, il sistema politico della Restaurazione era una facciata istituzionale creata per nascondere il reale controllo del potere economico, sociale e politico da parte di una ristretta oligarchia.