Storia della Rivoluzione Francese e l'Epoca di Napoleone Bonaparte

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La Rivoluzione Francese: Le Origini e il Crollo dell'Assolutismo

Nel 1789, la Francia era il paese più popoloso d’Europa, ma la monarchia non riusciva a imporre le riforme necessarie. Era fondamentale abolire i privilegi, i diritti feudali, i vincoli commerciali e le regole corporative, introducendo un nuovo sistema fiscale (poiché quello vecchio favoriva clero e nobiltà).

Un Assolutismo in Crisi

L'assolutismo appariva debole, privo di forza e consenso, basato esclusivamente su concessioni in cambio di fedeltà. La popolazione si divise tra conservatori (difensori dei privilegi) e riformisti (favorevoli ai cambiamenti). La Francia non riusciva a soddisfare né i ceti dirigenti né le forze più vive; il paese era in trasformazione sotto l'influenza dell'Illuminismo, ma la struttura politica rimaneva arretrata. La monarchia ebbe frequenti conflitti con i parlamenti, i quali, pur opponendosi spesso alle riforme, appoggiarono le libertà andando contro il re e ottenendo il supporto popolare.

Il Debito Pubblico e la Bancarotta

In Francia era presente un enorme debito pubblico. I controllori delle finanze tentarono di riformare il sistema fiscale eliminando i privilegi e istituendo dei catasti, ma fallirono sia per l’opposizione dei privilegiati, sia per la debolezza dei sovrani che licenziarono i ministri riformatori. Nel 1787, le spese per la guerra d’indipendenza americana portarono alla bancarotta. Fu proposta un’imposta fondiaria, che venne però bocciata.

Dagli Stati Generali all'Assemblea Nazionale

Luigi XVI impose l’esilio del parlamento. Nel 1788, il parlamento si oppose a un prestito di 420 milioni, sostenendo che solo gli Stati Generali potessero autorizzarlo. Il re sciolse quindi il parlamento, sostituendolo con tribunali regali, scatenando rivolte con ampio consenso. Successivamente, reintegrò il parlamento e convocò gli Stati Generali, eletti in tre assemblee separate per clero, nobiltà e Terzo Stato.

I Cahiers de Doléances

Poteva votare chi aveva più di 25 anni attraverso i cahiers de doléances, quaderni che raccoglievano proteste e richieste per il re. Furono redatti circa 600.000 testi contenenti fiducia nella monarchia, rispetto per il sovrano e richieste di riforme della giustizia, tra cui: libertà, fine della venalità delle cariche, abolizione dei diritti feudali e riduzione delle tasse.

L'Inizio della Rivoluzione

Il 5 maggio 1789, a Versailles, si riunirono gli Stati Generali. Il Terzo Stato rappresentava la maggioranza; tra il clero erano presenti curati di campagna e tra la nobiltà menti aperte alle riforme. Nonostante le divisioni, molti nobili e preti appoggiavano il Terzo Stato nella ricerca di riforme. Il punto di rottura fu la modalità di voto: per ordine o a testa (quest'ultima opzione avrebbe favorito il Terzo Stato).

La Nascita dell'Assemblea Costituente e la Bastiglia

I tre ordini si riunirono separatamente, ma il Terzo Stato tenne sedute aperte al pubblico e si proclamò Assemblea Nazionale, rompendo lo schema degli ordini. Il re chiuse la sala delle assemblee, ma i deputati si riunirono nella sala della pallacorda, prestando il 20 giugno 1789 il giuramento di dare una Costituzione alla Francia. Il 9 luglio nacque l’Assemblea Nazionale Costituente. Luigi XVI richiamò le truppe a Versailles per attaccare l’assemblea, scatenando una rivolta popolare a Parigi.

  • 14 luglio 1789: Presa della Bastiglia, simbolo dell’assolutismo. Inizio di una serie di rivolte; i contadini bruciarono i registri dei diritti feudali e attaccarono i castelli per liberarsi dalla miseria.
  • 4 agosto 1789: Abolizione del sistema feudale.

Riforme dell'Agosto 1789

L'11 agosto vennero decretate:

  • Abolizione dei diritti feudali e dei diritti legati alla terra (completata nel 1793).
  • Abolizione delle decime.
  • Cancellazione della vendita delle cariche pubbliche.
  • Fine dei privilegi fiscali.
  • Accesso libero alle cariche civili per tutti i cittadini.

La Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino

Il 26 agosto 1789 fu approvata la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, che poneva al centro l'uguaglianza e la libertà, segnando l'inizio dell'idea moderna di cittadinanza. I diritti non venivano istituiti, ma riconosciuti come naturali e preesistenti.

  • Articolo 1: Libertà e uguaglianza nei diritti.
  • Articolo 3: La sovranità risiede nella nazione.
  • Articolo 17: Tutela della proprietà privata.
  • Articoli 4, 5, 11: La legge deve essere rispettata da tutti.
  • Articolo 6: La legge rappresenta la volontà collettiva (Rousseau).
  • Articolo 16: Separazione dei poteri (Montesquieu).

La Monarchia Costituzionale e le Divisioni Politiche

La rivoluzione, iniziata come rivolta aristocratica, coinvolse clero, nobili, borghesi e contadini uniti dalla volontà di modernità. Luigi XVI rifiutò inizialmente l’abolizione del feudalesimo, ma dopo la marcia del popolo su Versailles, fu costretto ad accettare e a trasferirsi a Parigi.

Moderati e Radicali

Tra il 1789 e il 1791 l’assemblea si divise:

  • Moderati: Volevano una monarchia costituzionale con due camere e diritto di veto per il re.
  • Radicali: Volevano la sovranità popolare, un'assemblea unica e una rottura netta con l'Antico Regime.

La Costituzione del 1791 stabilì la divisione dei poteri: legislativo all’Assemblea ed esecutivo al re. Il diritto di voto fu fissato su base censitaria, escludendo i cittadini passivi e le donne.

Riforme Amministrative ed Economiche

  • Amministrative: Divisione della Francia in 83 dipartimenti, abolizione di dogane e privilegi, giustizia gratuita.
  • Economiche: Nazionalizzazione dei beni del clero per risolvere il debito pubblico, laicizzazione dello Stato, introduzione del matrimonio civile e del divorzio.
  • Costituzione civile del clero (1790): Vescovi e parroci diventano funzionari statali. Gli ecclesiastici si divisero in refrattari (contrari) e costituzionali (favorevoli).

La Caduta della Monarchia e la Repubblica

Nel 1791, Luigi XVI tentò la fuga ma fu fermato a Varennes. Questo atto fu visto come un tradimento, rompendo la fiducia nella monarchia. Il 17 luglio 1791, al Campo di Marte, la guardia nazionale sparò sulla folla che chiedeva la destituzione del re.

I Club Rivoluzionari

  • Giacobini: Guidati da Robespierre, lottavano per la Repubblica democratica e l'uguaglianza sociale.
  • Girondini: Sostenevano la guerra rivoluzionaria per diffondere i valori repubblicani.
  • Foglianti: Volevano mantenere l'ordine e la monarchia costituzionale.
  • Sanculotti: Popolani parigini che rivendicavano il suffragio universale e la giustizia sociale.

Il 10 agosto 1792, i sanculotti assaltarono il Palazzo Reale; il re venne deposto e imprigionato. Il 20 settembre 1792 fu proclamata la Repubblica. La Convenzione Nazionale si divise tra Girondini (moderati) e Montagnardi (radicali vicini a Robespierre). Luigi XVI fu condannato a morte e ghigliottinato il 21 gennaio 1793.

L'Ascesa di Napoleone Bonaparte

Nel 1796, Napoleone Bonaparte guidò l'armata francese in Italia con grandi successi. Fondò la Repubblica Cispadana (dove nacque il tricolore) e la Repubblica Cisalpina. Con il Trattato di Campoformio (1797), ottenne il Belgio e il Nord Italia, ma cedette Venezia all'Austria, deludendo i patrioti italiani come Ugo Foscolo.

Il Colpo di Stato e il Consolato

Dopo campagne in Egitto e Svizzera, Napoleone attuò il colpo di Stato del 18 Brumaio (1799), sciogliendo il Direttorio e prendendo il potere assoluto. Usò i plebisciti per legittimare il suo ruolo (bonapartismo) e centralizzò lo Stato con prefetti e sindaci. Nel 1804 promulgò il Codice Civile, che confermò i principi rivoluzionari come la proprietà privata e l'uguaglianza giuridica.

La Condizione Femminile

Nonostante il ruolo attivo delle donne nella Rivoluzione (si ricordino Olympe de Gouges e Mary Wollstonecraft), esse non ottennero la cittadinanza politica. Il Codice Civile del 1804 riaffermò la supremazia del marito, rendendo le donne giuridicamente incapaci, sebbene le idee rivoluzionarie avessero ormai posto le basi per la futura emancipazione.

Voci correlate: