Storia della Spagna nel XIX Secolo: Politica, Economia e Società

Classificato in Storia

Scritto il in italiano con una dimensione di 9,02 KB

Unità 12: Il Regno di Isabella II

A) Introduzione

Nel settembre del 1833, alla morte di Ferdinando VII, si aprì una crisi dinastica: il re aveva proclamato erede la figlia Isabella II, di soli tre anni, istituendo una reggenza guidata dalla regina madre Maria Cristina. Tuttavia, i sostenitori dell'assolutismo appoggiarono il fratello del re, Don Carlos, dando inizio al conflitto tra carlisti e liberali.

Il regno di Isabella II (1833-1868) fu cruciale per la Spagna, poiché segnò il definitivo stabilimento del liberalismo, un processo iniziato con le Cortes di Cadice e interrotto dal precedente regno assolutista.

Il liberalismo, radicato nelle teorie economiche di Adam Smith (La Ricchezza delle Nazioni), concepisce l'economia come un ciclo naturale basato sulla produzione agricola e sul libero mercato. Con la Rivoluzione Industriale, il liberalismo economico si diffuse dall'Inghilterra al resto d'Europa, fondendosi con il liberalismo politico nato negli Stati Uniti, che introdusse il concetto di Costituzione, sovranità nazionale e diritti individuali.

In Spagna, l'attuazione di queste idee fu ostacolata da due fattori principali:

  • Le Guerre Carliste.
  • Le divisioni interne alle correnti liberali.

B) Sviluppo

Le Guerre Carliste

Nel XIX secolo si combatterono tre guerre carliste. La prima (1833-1840) fu la più intensa. I due schieramenti erano:

  • Carlisti: Difensori del motto "Dio, Patria e Re", favorevoli ai fueros (privilegi regionali) e all'assolutismo.
  • Liberali: Sostenitori della Costituzione, della centralizzazione dello Stato e della libertà economica.

Le regioni carliste includevano la Catalogna, l'Aragona, i Paesi Baschi e la Navarra. Socialmente, il carlismo era sostenuto da contadini e clero, mentre i liberali contavano sull'appoggio di banchieri, mercanti e parte della nobiltà.

Fasi della Prima Guerra Carlista

  • 1833-1835: Dominio carlista sotto il generale Zumalacárregui.
  • 1835-1837: Spedizioni carliste verso Madrid, che tuttavia non venne conquistata.
  • 1837-1840: Declino del carlismo. La guerra terminò con la Convenzione di Vergara tra i generali Maroto ed Espartero.

Differenze tra le correnti liberali

Il passaggio al liberalismo avvenne attraverso diverse fasi politiche:

  • Governo di Cea Bermúdez: Riforme amministrative (divisione in province) ma resistenza ai cambiamenti politici profondi.
  • Governo di Martínez de la Rosa: Introduzione dello Statuto Reale del 1834.
  • Rivolta dei Sergenti di La Granja: Imposizione della Costituzione di Cadice e ascesa dei progressisti.
  • Governo Mendizábal: Avvio della desamortización (confisca dei beni ecclesiastici) e promulgazione della Costituzione del 1837.

Caratteristiche della Costituzione del 1837

  • Sovranità nazionale e suffragio censitario.
  • Separazione dei poteri (Esecutivo, Legislativo bicamerale e Giudiziario).
  • Laicità e libertà di espressione.

Il Decennio Moderato (1843-1853)

Sotto la guida del generale Narváez, i moderati organizzarono lo Stato. Le riforme principali inclusero:

  • Creazione della Guardia Civil (1844) per la sicurezza rurale.
  • Concordato con la Santa Sede.
  • Costituzione del 1845: Sovranità condivisa tra Re e Cortes e rafforzamento del potere esecutivo.
  • Riforma fiscale (Legge Mon-Santillán) con imposte dirette e indirette.

Il Biennio Progressista (1854-1856) e l'Unione Liberale

Dopo il colpo di Stato di Vicalvaro, i progressisti guidati da Espartero avviarono la modernizzazione con la Legge sulle Ferrovie e la desamortización di Madoz (1855). Successivamente, l'Unione Liberale di O'Donnell promosse una forte espansione economica e interventi in politica estera (Africa, Indocina).

C) Conclusione

Il regno di Isabella II portò alla realizzazione del liberalismo, ma lasciò eredità negative: l'intervento costante dei militari in politica (pronunciamientos) e il malcontento regionale in Catalogna e nei Paesi Baschi dovuto alla centralizzazione.

Unità 13: La Desamortización nel XIX Secolo

A) Introduzione

La desamortización fu un processo di espropriazione forzata di beni immobili (urbani e rurali) appartenenti a istituzioni che non potevano venderli (manomorta). L'obiettivo era ridurre il debito pubblico e creare una classe di proprietari terrieri legati al regime liberale.

B) Sviluppo

La Desamortización di Mendizábal (1836-1837)

Rivolta principalmente contro il clero regolare, portò alla chiusura di monasteri e alla vendita all'asta delle loro terre. Gli obiettivi erano finanziare la guerra carlista e attirare la nobiltà e la borghesia verso la causa liberale.

La Desamortización di Madoz (1855)

Chiamata anche "generale", colpì i beni dello Stato, degli ordini militari e, soprattutto, i beni comuni dei municipi. I proventi furono utilizzati per finanziare la costruzione della rete ferroviaria.

C) Conclusioni

Sebbene abbia permesso la modernizzazione delle infrastrutture, la desamortización ebbe gravi costi sociali: i contadini poveri persero l'accesso alle terre comuni, alimentando l'esodo rurale e il futuro conflitto sociale nelle campagne.

Unità 14: Il Sessennio Democratico (1868-1874)

A) Introduzione

Nel 1868, la rivoluzione nota come "La Gloriosa" espulse Isabella II. Il Patto di Ostenda tra progressisti e democratici portò alla creazione di un governo provvisorio guidato da Serrano e Prim.

B) Sviluppo

La Costituzione del 1869 fu la prima vera costituzione democratica spagnola, introducendo il suffragio universale maschile e un'ampia dichiarazione dei diritti.

La Monarchia di Amedeo I (1871-1873)

Il regno di Amedeo di Savoia fu segnato dall'instabilità: l'assassinio di Prim, la Terza Guerra Carlista e la guerra a Cuba portarono il re all'abdicazione nel 1873.

La Prima Repubblica (1873-1874)

La Repubblica affrontò il caos interno, divisa tra federalisti e unitari. Il movimento cantonalista (insurrezione di Cartagena) e l'instabilità portarono al colpo di Stato del generale Pavía e alla successiva dittatura di Serrano, che preparò il ritorno dei Borboni.

Unità 15: La Rivoluzione Industriale

A) Introduzione

La Spagna tentò di seguire il modello europeo, ma l'industrializzazione fu lenta e limitata geograficamente alla Catalogna (tessile) e ai Paesi Baschi (siderurgia).

B) Sviluppo

La mancanza di capitali nazionali portò a una forte dipendenza dagli investimenti stranieri, specialmente per le ferrovie e le miniere. Lo Stato adottò politiche protezionistiche per difendere l'industria nazionale dalla concorrenza estera.

Unità 16: La Restaurazione Borbonica (1875-1931)

A) Introduzione

Il sistema della Restaurazione fu ideato da Antonio Cánovas del Castillo. Si basava sul ritorno della monarchia con Alfonso XII e sulla creazione di un sistema stabile che evitasse i pronunciamientos militari.

B) Sviluppo

Il sistema si reggeva sulla Costituzione del 1876 e sul turnismo pacifico: l'alternanza al potere tra il Partito Conservatore (Cánovas) e il Partito Liberale (Sagasta). Questo meccanismo era garantito dal caciquismo, una rete di influenze locali che manipolava i risultati elettorali per assicurare la maggioranza al governo di turno.

C) Conclusione

Nonostante la corruzione elettorale, la Restaurazione garantì un lungo periodo di stabilità politica e crescita economica, fino alla crisi del sistema nel XX secolo.

Voci correlate: