Storia e Sviluppo della Guerra Civile Spagnola: Dalle Cause alla Dittatura
Classificato in Storia
Scritto il in
italiano con una dimensione di 4,29 KB
L'inizio del conflitto e il fallimento del colpo di Stato
Il governo di Casares Quiroga reagì lentamente agli eventi. Il colpo di Stato ebbe successo in Galizia, Castiglia-León, Navarra (con il generale Mola a Pamplona), nell'Andalusia occidentale (con Queipo de Llano a Siviglia), nelle Isole Baleari e nelle Isole Canarie, da dove Franco, dopo essersi assicurato il controllo dell'arcipelago, si recò in Marocco per prendere il comando dell'esercito d'Africa.
Il colpo di Stato fallì nelle zone dove il PNV collaborò con la Repubblica. I fallimenti più gravi per i ribelli si verificarono a Madrid, dove il nuovo presidente Giral armò le milizie dei lavoratori, e a Barcellona. L'insurrezione non ebbe un ampio sostegno popolare e si basò quasi esclusivamente sulla componente militare. La capacità di mobilitare i lavoratori e il ruolo della Guardia Civil furono determinanti per l'esito del colpo di Stato in ogni area del Paese.
La divisione del Paese
Il parziale fallimento dell'insurrezione portò alla divisione del territorio in due zone e all'inizio della guerra. La zona nazionale disponeva di un esercito molto più preparato, che integrava l'esercito d'Africa, la Legione e i Regulares. Il fronte repubblicano, pur potendo contare sulle riserve auree della Banca di Spagna, vide le proprie unità militari praticamente sciolte, poiché la maggior parte degli ufficiali si ribellò e il governo sciolse molte unità.
Evoluzione bellica e strategie
Una chiave per comprendere la vittoria finale dei nazionalisti fu il "ponte aereo" organizzato con aerei tedeschi e italiani, che garantì il rapido ritorno dell'esercito d'Africa in Spagna. Le truppe iniziarono una rapida avanzata verso Madrid. Lungo il percorso, il generale Yagüe deviò verso Badajoz, dove la città cadde sotto una brutale repressione.
- Battaglia di Madrid: Le Brigate Internazionali e i carri armati sovietici arrivarono per difendere la capitale.
- Battaglia di Jarama e Guadalajara: Franco cercò di accerchiare Madrid, ma le sue truppe furono sconfitte.
- Campagna del Nord: Dopo il fallimento a Madrid, Franco optò per attaccare le aree più deboli (Paesi Baschi, Cantabria e Asturie). In questo contesto avvenne il famoso bombardamento di Guernica da parte della Legione Condor.
La crisi interna repubblicana e la fine della guerra
Il governo repubblicano, guidato da Largo Caballero e successivamente da Negrín, dovette affrontare la sfida di centralizzare il potere. Il conflitto tra i modelli del CNT/POUM e del PSOE/PCE culminò nei fatti di maggio 1937 a Barcellona. Con la caduta del governo di Largo Caballero, l'influenza sovietica crebbe e il POUM fu bandito.
L'ultima grande offensiva repubblicana fu la battaglia dell'Ebro nel luglio 1938. Dopo il fallimento dei tentativi di negoziazione del colonnello Casado, il 1° aprile 1939 la guerra terminò con la vittoria di Franco e l'inizio di una lunga dittatura.
La costruzione dello Stato franchista
Nella zona nazionale, la morte del generale Sanjurjo lasciò gli insorti senza un leader chiaro, portando alla creazione del Consiglio di Difesa Nazionale. Le misure adottate furono drastiche:
- Scioglimento di tutti i partiti politici eccetto la Falange.
- La Chiesa cattolica definì la guerra come una "crociata".
- Creazione del Servizio Nazionale del Grano.
- Nomina di Franco come "Caudillo" e capo del governo.
- Unificazione dei falangisti e dei carlisti nel Movimento Nazionale.
Dimensione internazionale e conseguenze
Il conflitto spagnolo fu influenzato dagli interessi strategici delle potenze fasciste (Germania e Italia), che sostennero Franco, e dall'URSS, che aiutò la Repubblica. Il Comitato di non intervento, promosso da Francia e Gran Bretagna, si rivelò una farsa che penalizzò il governo democratico.
Bilancio del conflitto
- Demografico: Circa 500.000 morti tra caduti in battaglia, repressione, carestie ed epidemie, oltre a 450.000 esuli.
- Economico: Una catastrofe caratterizzata dalla distruzione industriale, perdita di riserve auree e un reddito pro capite che non si riprese fino alla fine degli anni '50.