Storia del Teatro Spagnolo dal 1940 al 1970: Evoluzione e Correnti

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Punto 11: Il dramma post-1936

In questo capitolo si esaminerà l'evoluzione del teatro spagnolo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale (anni '40) fino agli anni '70.

1. Teatro in esilio

La Guerra Civile ha causato l'esilio di molti autori che hanno continuato la loro produzione artistica all'estero. Tra i più rilevanti:

  • Rafael Alberti (Generazione del '27): attivo sia prima che dopo il conflitto, si distinguono Notte di guerra al Museo del Prado e Il pugno nell'occhio.
  • Max Aub: autore di opere realistiche, affronta le tematiche della guerra e del dopoguerra, focalizzandosi sulla solitudine. Si segnala l'opera San Juan.
  • Alejandro Casona: le sue opere rientrano nel cosiddetto "teatro di evasione", lontano dalla politica e dai conflitti sociali.

2. Il teatro del dopoguerra (anni '40)

In questo periodo, il teatro ha subito una profonda censura ecclesiastica e civile, che ha limitato i testi, la rappresentazione e l'ingresso di correnti straniere. Si è imposto un dramma prevalentemente borghese e una commedia di alto livello.

Autori e opere principali:

  • Jardiel Poncela: ha rinnovato il teatro comico. Tra le sue opere spiccano Quattro cuori con freno e retromarcia ed Eloisa è sotto un albero di mandorlo. Il suo stile unisce follia, mistero e umorismo.
  • Miguel Mihura: caratterizzato da un'umanità profonda, trionfo della bontà e distorsione della realtà attraverso l'immaginazione. Opere chiave: Tre cilindri, Maribel e la sua strana famiglia e La sublime decisione.
  • Joaquín Calvo Sotelo: autore di Una ragazza di Valladolid e Storia di una casa.
  • Juan Ignacio Luca de Tena: noto per opere portate al cinema come Dove vai, Alfonso XII? e Dove vai, triste di te?.

3. Il teatro degli anni '50

Si sviluppa un "dramma sociale" realistico che mira a riflettere le problematiche attuali, il disagio sociale ed esistenziale. Caratteristiche: rinnovamento del linguaggio, impegno verso i deboli e fiducia nella capacità dell'uomo di cambiare il proprio destino.

Autori di riferimento:

  • Buero Vallejo: unisce realismo e simbolismo. Tra le sue opere: Storia di una scala (realismo), L'oscurità ardente (simbolismo della cecità), Concerto di Sant'Ovidio, Il lucernario e La fondazione.
  • Alfonso Sastre: esponente del teatro critico. Tra le sue opere spiccano Squadra per l'omicidio e la tragedia La taverna fantastica, incentrata sul tema della povertà.

4. Il teatro degli anni '60

Negli anni '60 e '70 si assiste a una cauta apertura alla censura franchista, permettendo l'ingresso del teatro europeo. Il teatro diventa uno "spettacolo totale" che integra danza e musica, rompendo la barriera tra pubblico e attori.

Autori e correnti:

  • Francisco Nieva: legato al teatro dell'assurdo, esplora l'illogicità della vita e la repressione sociale. Opere: Tempesta di capelli, Coronada e le sue figlie e Ombra di chimera e Larra.
  • Fernando Arrabal: creatore del "Teatro di panico", fonde umorismo, orrore e surrealismo. Opere: Il cimitero delle automobili e Pic-Nic.

Verso la fine degli anni '60 nasce il teatro indipendente, che rifiuta il conservatorismo e porta lo spettacolo nelle strade con musica, giocoleria e performance.

5. Il teatro negli anni '70

Il nuovo volto del teatro spagnolo si consolida nei primi anni '70, con innovazioni tecniche e contenutistiche che esplodono dopo il 1975. Accanto ai maestri come Nieva, Buero Vallejo e Arrabal, emergono nuove figure come Fernando Fernán Gómez, Antonio Gala e Alonso de Santos.

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