Storia della transizione democratica in Spagna: dal 1975 alla Costituzione

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La crisi del regime franchista

Dopo la morte di Franco, il sistema politico spagnolo non poteva più essere sostenuto e richiedeva un cambiamento radicale. Le cause della crisi del sistema furono molteplici:

  • Istituzionali: Franco esercitava il potere supremo e le funzioni di governo.
  • Politiche: Il Re non desiderava il continuismo.
  • Socioeconomiche: La struttura della popolazione era simile a quella dei paesi europei democratici, che aspiravano a un sistema politico analogo.
  • Esterne: La pressione degli Stati Uniti e della Chiesa (Vaticano) ostacolò la sopravvivenza del regime.

Le opzioni dopo la morte di Franco

Il problema della continuità era legato alla questione successoria. Dopo la nomina di Juan Carlos I come successore, si delinearono tre alternative:

  • Immobilismo: Mantenimento del sistema precedente.
  • Riformismo: Apertura graduale.
  • Rottura: Cambiamento radicale.

La morte di Franco segnò l'inizio della Transizione verso la democrazia.

L'opzione riformista di Juan Carlos I

Juan Carlos I fu nominato Re di Spagna il 22 novembre 1975. La nuova monarchia doveva assicurarsi il controllo dello Stato (militari, amministrazione e forze dell'ordine), che si aspettavano una monarchia autoritaria. Tuttavia, furono necessarie riforme graduali.

I primi atti del Re miravano a rassicurare sia i sostenitori del franchismo che l'opposizione. La nomina di A. Navarro come presidente del governo e l'avvio di contatti con i leader europei furono passi fondamentali. Tuttavia, le proteste sociali e la nascita della Coordinatrice Democratica (che chiedeva la liberazione dei prigionieri politici, il ritorno degli esiliati e la stesura di una Costituzione) portarono alle dimissioni di Navarro.

Il governo Suárez e la riforma politica

Con la nomina di Adolfo Suárez, il processo di riforma accelerò. Un passo fondamentale fu la legalizzazione dei partiti politici, incluso il PSOE e, nel 1977, il PC di Santiago Carrillo. Nonostante le tensioni, Suárez negoziò con l'opposizione, portando allo scioglimento del Movimento Nazionale e alla convocazione delle elezioni per le Cortes Costituenti.

Le elezioni del 15 giugno 1977

Le elezioni garantirono il pluralismo politico. Si formarono nuove coalizioni come l'UCD (Unione Democratica di Centro) di Suárez e l'Alleanza Popolare. L'UCD ottenne la maggioranza relativa, seguita dal PSOE. Le nuove Cortes dovettero affrontare due sfide storiche: la crisi economica e la stesura di una nuova Costituzione.

I Patti della Moncloa (1977)

A causa della grave crisi economica del 1973 (inflazione, disoccupazione e deficit), furono firmati i Patti della Moncloa. Le misure principali inclusero:

  • Moderazione salariale.
  • Riduzione dell'inflazione e del deficit.
  • Riforma fiscale e ristrutturazione della previdenza sociale.
  • Creazione dell'INEM.

La Costituzione del 1978 e le minacce alla democrazia

Tra il 1979 e il 1982, la giovane democrazia fu minacciata dall'intensificarsi dell'attività terroristica dell'ETA, che mirava a provocare un colpo di Stato militare.

Nonostante ciò, dopo 16 mesi di discussioni, fu promulgata la Costituzione del 1978, che definì la Spagna come uno Stato sociale e democratico di diritto, basato su:

  • Libertà, uguaglianza e pluralismo politico.
  • Monarchia parlamentare.
  • Divisione dei poteri (Legislativo alle Cortes, Esecutivo al Governo, Giudiziario ai giudici).
  • Decentramento dello Stato attraverso il sistema delle autonomie.

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