Strategie di Pianificazione Urbana: Gestione del Consumo di Suolo e Sviluppo Sostenibile
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Consumo di suolo: modalità di crescita urbana previste dal piano comunale
Lo sviluppo urbano che un piano comunale può prevedere si basa sui trend demografici (ovvero sulla crescita attesa della popolazione) e sui cambiamenti attesi che possono influenzare la popolazione insediata nel comune (es. nuove attività economiche e produttive). Ciò che si deve valutare innanzitutto è la verifica della disponibilità residua del piano precedente e, sulla base di quella, procedere con il dimensionamento del nuovo piano. Questo potrà richiedere un aumento, una conferma o una riduzione del suolo urbanizzato rispetto alle precedenti previsioni. Qualora fosse necessario un aumento, esistono tre principali modalità di crescita:
Espansione
La nuova urbanizzazione di terreni è la scelta che più va scoraggiata, a causa dell’aumento del consumo di suolo. Numerose crescite previste dai piani non sono avvenute e l’uso urbano si è sviluppato soprattutto a spese di coltivazioni, pascoli e prati. Oltre a impermeabilizzare nuovi terreni, l’espansione può favorire fenomeni di sprawl urbano o di saldatura tra centri urbani, richiedendo di pari passo un’espansione dei servizi.
Riqualificazione
È la trasformazione di aree già urbanizzate in stato di degrado, di abbandono o sottoutilizzate. Si tratta della scelta migliore in quanto ha il duplice obiettivo di fermare il consumo di suolo e di rigenerare soprattutto aree urbane periferiche o aree industriali dismesse (il cosiddetto “brownfield redevelopment”).
La riqualificazione va incentivata dal punto di vista legislativo e fiscale:
- Tra le proposte del DDL sul contenimento del consumo di suolo e difesa delle aree agricole, compare come prima scelta da effettuare, sostenuta economicamente da proventi da oneri di urbanizzazione.
- Si richiede inoltre un censimento comunale degli edifici sfitti, non utilizzati o abbandonati, al fine di facilitare la rinuncia a nuove urbanizzazioni.
- Nella legge provinciale di Trento del 2015 si trovano, ad esempio, contributi di costruzione differenziati: il 5% del costo medio di costruzione per interventi di recupero contro il 20% per nuove costruzioni.
Completamento (“in-fill development”)
Si tratta del riempimento di lotti liberi in aree urbane già esistenti. L’obiettivo di saturare il tessuto consolidato consente di compattare e densificare i comuni ed è quindi preferibile all’espansione, pur tuttavia impermeabilizzando altro suolo. Qualora non fosse possibile attuare processi di riqualificazione, il completamento può essere utile a ricomporre i fronti urbani, riprogettando le aree di frangia.