Strumenti di Identificazione e Marchi di Fabbrica nel Mondo Antico
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Lamina di metallo (etichetta)
Lamina di metallo di forma quadrangolare con foro, attraverso il quale si faceva passare una corda per poterla unire all'ansa di un'anfora, con scrittura graffita in minuscola corsiva. Messaggio seriale, castone primario, a planta pedes.
Le anfore
Classe di recipienti ceramici di forma chiusa e con anse, utilizzati come contenitori o in ambito funerario. Le anfore presentano testi sulla superficie. I bolli venivano apposti prima della cottura; sulla stessa anfora può comparire più volte il medesimo bollo o bolli diversi.
La lucerna
In metallo o ceramica, è stata il principale strumento d’illuminazione nel mondo antico e ha subito varie trasformazioni nella forma e nelle tecniche di fabbricazione. Dapprima modellata a mano e in seguito realizzata al tornio.
- 150-50 a.C.: Tipo cilindrico dell’Esquilino con lettere a rilievo in cartiglio rettangolare.
- Dalla metà del I secolo a.C.: Sulla base di lucerne prodotte a matrice compaiono nomi tracciati a mano libera e marchi di fabbrica a lettere impresse.
- Seconda metà del I secolo d.C.: Nella pianura padana si diffonde la lucerna a canale.
Sono manufatti semplici che presentano sulla base un bollo a lettere rilevate con il nome del proprietario dell’officina o del fabbricante, accompagnato dal verbo e da dediche alla divinità.
Vasellame ceramico
Sul vasellame compaiono iscrizioni di vario genere:
- Iscrizioni a mano libera: Costituite da indicazioni numeriche, simboli e sigle.
- Tituli picti: Contengono indicazioni relative al tipo di contenuto, quantità e qualità.
- Graffiti: Sul fondo esterno compaiono segni numerali o alfabetici, simboli e sigle. I frammenti di vasellame erano spesso riutilizzati per scrivere.
La terra sigillata è decorata con piccole figure a rilievo. Il centro principale della produzione era Arezzo. Le tecniche di fabbricazione erano due: al tornio e a matrice.
Il vetro
A partire dal I secolo d.C. si inizia a segnare i prodotti con marchi. Esistono bolli impressi sul fondo di balsamari nei quali si fa menzione del fisco o del patrimonio imperiale, oltre a iscrizioni incise per fornire la didascalia alle raffigurazioni presenti sui vetri.
Signacula
Il termine signacula indica un’ampia gamma di strumenti impiegati. I più conosciuti sono i signacula aurea ed ex aere, citati nel Corpus e nella letteratura specialistica: sono utilizzati per imprimere a freddo un nome o una frase. Raramente impiegati per contrassegnare laterizi, hanno la forma di una piccola targa rettangolare su cui è saldato un anello digitale. L’iscrizione presenta lettere rilevate retrograde, unite in nesso e separate da segni d’interpunzione di forma triangolare.
Signaculum per marchiare a fuoco
Signacula impiegati per marchiare a caldo oggetti in legno o ferro, caratterizzati da un manico abbastanza lungo.
Sigilli da oculista
Un tipo particolare di signacula è rappresentato dai sigilli da oculista: su ognuno dei quattro lati presenta un’iscrizione a lettere retrograde incavate, che veniva impressa sui bastoncini di collirio. Riportano il nome del preparatore del farmaco, la denominazione del preparato e l’indicazione delle affezioni per cui era indicato.
Le tesserae
Piccoli oggetti realizzati con materiali diversi, inscritti su una o più facce.
- Tesserae nummulariae: Bastoncini a sezione quadrangolare di piccole dimensioni, realizzati in osso o in avorio, con un’estremità arrotondata, separata da una strozzatura e spesso attraversata da un foro. Con un laccio o cordone veniva fissata a una borsa il cui contenuto era stato controllato.
- Tesserae hospitales: Impiegate come segno simbolico di riconoscimento fra individui legati da un vincolo di ospitalità. Costituite da un oggetto in metallo a forma di animale, segato longitudinalmente in due parti, ognuna delle quali riporta il nome di una delle due persone.