Struttura e Morfologia del Racconto: Teoria e Tecnica Narrativa
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Struttura e Morfologia del Racconto (Mempo Giardinelli)
Sulle definizioni
Carlos Mastrangelo definisce la storia come una breve serie di incidenti; per quanto breve o lunga, è sempre un'unità intera e conclusa. L'argomento è essenziale: il problema o l'incidente in sé, senza lunghi intervalli di tempo o di spazio, sormontato da una fine inaspettata, appropriata e naturale.
Alfredo Veiravé afferma che la storia, nelle sue caratteristiche essenziali, può essere definita come un racconto breve che tratta un caso unico e che, con un numero limitato di personaggi, è in grado di creare una situazione condensata e chiusa. La storia è la promessa di fuga e un sé immaginativo.
Teorie e condizioni fondamentali
Edmundo Valadés prefigura la teoria della storia: la sua caratteristica è la brevità. Il cileno Juan Armando Epple distingue 4 condizioni fondamentali: brevità, tema unico e tensione.
Queste si applicano a ogni storia, qualunque sia la sua estensione; Epple sostiene che l'unico modo efficace per distinguere il racconto dal romanzo non sia altro che il numero di pagine. Un altro criterio fondamentale è lo stato fittizio, ovvero l'invenzione letteraria basata su un senso estetico. La storia è un esercizio concentrato per mettere in tensione le nostre convinzioni e abitudini di lettura.
Fonti e approcci
- Fonti: Tradizione orale e libresca.
- Approcci: Julio Torri sosteneva che esistono due tipi di scrittori: quelli di immaginazione e quelli di sentimento. La felicità letteraria nasce quando queste due componenti convergono.
La fantasia e la creazione
Juan Rulfo diceva che ogni scrittore è un bugiardo: la letteratura è una menzogna che ricrea la realtà. Rulfo identifica 3 passaggi nella fantasia per raccontare una storia:
- Creazione del personaggio.
- Creazione dell'ambiente.
- Definizione della forma (come parla il personaggio).
Temi, sensibilità e struttura
La storia è il genere più moderno e vitale. Mastrangelo insegna che la storia ha bisogno di un unico soggetto o materia. Grazie al suo spazio e tempo limitati, la storia non solo permette, ma richiede precisione, armonia e rigore.
Il ruolo del lettore
Una buona storia deve toccare le fibre intime del lettore. Il testo deve essere uno specchio in cui il lettore possa vedersi e sentirsi visto. Questo crea empatia e rende la storia indimenticabile. Il lettore non deve essere passivo; la letteratura ha una duplice funzione: intrattenere e far riflettere.
Struttura e tensione
La struttura è lo scheletro su cui poggia la finzione. Edelweis Setta sostiene che la struttura sia l'integrazione di tre strati fondamentali:
- L'oggettività rappresentata (il mondo narrativo).
- Il contenuto (il significato).
- La parola (la manifestazione fenomenologica).
Julio Cortázar definisce l'intensità come la rimozione di tutte le idee o situazioni intermedie, di tutte le fasi di transizione che il romanzo permette o richiede.
Classificazione del racconto ispano-americano
- Romantico: Trama sentimentale, prima persona.
- Realistico: Tono obiettivo, narratore testimone.
- Naturalista: Leggi dell'ereditarietà e squallore sociale.
- Regionale: Confronto tra uomo e natura.
- Avanguardista: Elementi nazionali e partecipazione diretta del lettore.
Preparazione di una recensione
Per analizzare un testo, è necessario:
- Evitare riassunti o commenti esterni prima della lettura.
- Prendere appunti durante la lettura.
- Leggere tre volte: lettura ingenua, ispezione e lettura analitica.
Chiavi della finzione narrativa
Lo scrittore utilizza un narratore per mediare la realtà. Le opzioni principali sono:
- Narratore personaggio.
- Narratore onnisciente.
- Narratore ambiguo.
Evoluzione storica
Dalle favole antiche (India, Cina, Medioevo) fino al XIX secolo con Edgar Allan Poe, il racconto ha acquisito una propria dignità letteraria. In Argentina, il genere si è consolidato tra il realismo e il modernismo, trovando nel XX secolo, con autori come Borges e Cortázar, una nuova e potente espressione artistica.