Sviluppo del Linguaggio Infantile: Dalle Prime Parole alla Competenza Comunicativa

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Le prime parole dei bambini: differenze rispetto al linguaggio adulto

Da molti studi è emerso che i bambini cominciano a comunicare con parole vere nel momento in cui appaiono nel loro repertorio comunicativo i gesti iconici (funzione simbolica). Secondo Clark, quando un bambino inizia a parlare è spesso difficile distinguere le sue prime parole, poiché queste differiscono da quelle dell'adulto.

La diversità risiede nel fatto che esse vengono:

  • Abbreviate.
  • Semplificate nei gruppi consonantici.
  • Private delle consonanti più difficili (definite parole "economiche").

Quando i bambini imparano una parola nuova, spesso la pronunciano in modo diverso in base al contesto. Le prime parole sono solitamente legate a versi di animali, routine sociali e nomi di persone familiari.

Caratteristiche semantiche iniziali

In una prima fase, le parole sono usate in modo polifunzionale e polisemantico: una stessa parola viene utilizzata per indicare diversi oggetti o per fare richieste. Si riscontrano inoltre due fenomeni tipici:

  • Ipogeneralizzazione: la parola "cane" è utilizzata solo per indicare il proprio cane e non l'intera tipologia di animale.
  • Ipergeneralizzazione: l'effetto opposto, in cui si utilizza il termine "cane" per indicare tutti gli animali che hanno caratteristiche simili (ad esempio, le quattro zampe).

Competenza sociale e interattiva

È fondamentale l'esperienza dell'intersoggettività, attraverso cui si arriva a condividere la propria esperienza e si comprendono le intenzioni degli altri. I pilastri di questo percorso sono:

  • Interazioni faccia a faccia.
  • Attenzione condivisa.
  • Intersoggettività secondaria.

Sviluppo lessicale e la sua evoluzione nel tempo

La comparsa del linguaggio è preceduta da una serie di abilità che il bambino acquista durante il primo anno di vita. Il primo processo è lo sviluppo dell'intersoggettività primaria, che si consolida quando il bambino riesce a comprendere le capacità cognitive dell'altro.

Dalle protoconversazioni ai gesti

Fin dai primissimi mesi, mamma e bambino interagiscono attraverso il contatto faccia a faccia e le protoconversazioni. Stern afferma che queste interazioni sono caratterizzate da ciclicità, ovvero una ripetizione ordinata di sequenze. Intorno ai 9 mesi emerge la condivisione dell'attenzione su un oggetto: si parla in questo caso di intersoggettività secondaria.

Il bambino inizia a comunicare intenzionalmente utilizzando i gesti, classificabili in tre tipologie:

  1. Gesti deittici: attirano l'attenzione su qualcosa nello spazio (indicare, mostrare, richiedere).
  2. Gesti convenzionali: il loro significato non varia in base al contesto e sono condivisi dalla comunità linguistica.
  3. Gesti iconici: rappresentano un'azione simbolica su un oggetto (es. simulare di telefonare), legati al gioco simbolico.

Verso la costruzione della frase

Verso la fine del secondo anno di vita, i bambini iniziano a produrre enunciati con più di una parola. Le prime strutture dotate di predicato verbale sono definite "nucleari".

Intorno ai 3 anni, il bambino inizia ad ampliare la frase con:

  • Aggettivi e avverbi.
  • Il primo articolo ("la").
  • Pronomi personali e preposizioni semplici ("con", "a").

Verso la fine del terzo anno, il bambino sarà in grado di formulare frasi complesse e partecipare alle conversazioni in modo simile agli adulti.

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