Sviluppo Psicomotorio e Cognitivo del Bambino: Dalla Nascita all'Adolescenza

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Punto 3. Sviluppo psicomotorio

La crescita fisica

Il tasso di crescita è molto intenso durante i primi 2 anni di vita, diminuisce gradualmente e tende a stabilizzarsi nel periodo compreso tra i 3 e i 6 anni. Lo sviluppo fisico dei bambini è caratterizzato da una variazione delle dimensioni del corpo: nei neonati la testa è grande rispetto al corpo e le gambe sono più corte. Negli anni successivi, la crescita della testa e degli arti diminuisce significativamente, anche se a 5 anni le membra sono ancora corte rispetto al corpo.

  • Scheletro: subisce un'accelerata calcificazione delle ossa, aumentando la forza, sebbene rimangano più morbide e flessibili rispetto ai bambini dai 6 anni in su.
  • Muscolatura: dai 3 anni si nota un aumento della massa muscolare.
  • Dentizione: i primi denti appaiono a sei mesi e la dentizione primaria si completa entro i 3 anni. A 6 anni inizia la seconda dentizione.

Fattori ambientali e genetici

Esistono fattori genetici e ambientali che influenzano la crescita:

  • Fattori ambientali: alimentazione, ambiente culturale, status socio-economico ed educazione fisica dei genitori. Gli studi dimostrano un aumento di dimensioni di 5-10 cm nei bambini di sei anni rispetto all'inizio del secolo, dovuto a migliori condizioni di vita e nutrizione.
  • Fattori genetici: il patrimonio genetico e il sesso. La genetica determina in parte la dimensione dei bambini, mentre il sesso influenza lo sviluppo somatico (la muscolatura è meno pronunciata nelle bambine).

Durante i primi 2 anni di vita, avviene una maturazione generale del sistema nervoso, caratterizzata dalla formazione della guaina mielinica che copre le fibre nervose e dalla crescita delle estensioni delle cellule nervose, facilitando i rapporti intercellulari.

Tappe dello sviluppo psicomotorio

Nel terzo anno di vita, il bambino cammina con sicurezza, può accelerare, cambiare direzione e fermarsi a volontà. Tra i 4 e i 5 anni acquisisce grande abilità e finezza nei movimenti. Dai 5 ai 6 anni, i bambini si sentono sicuri e fiduciosi nelle proprie capacità fisiche.

Movimenti locomotori, manipolativi ed equilibrio

  • Movimenti locomotori: semplici (salto verticale/orizzontale, corsa) o complessi (combinazione di schemi come correre, saltare e arrampicarsi).
  • Movimenti manipolativi: di propulsione (forza impressa a un oggetto) o di assorbimento (resistenza alla forza di un oggetto in movimento).
  • Equilibrio: schemi di stabilità assiale (coordinamento di diverse parti del corpo) e stabilità statico-dinamica (controllo del centro di gravità).

Ogni modello attraversa tre fasi: principiante (primi tentativi), transizione (integrazione dei componenti) e maturità (precisione e adattabilità).

Schema corporeo

Alla nascita, i neonati non distinguono il proprio corpo dall'ambiente. La conoscenza del corpo inizia con stimoli sensoriali, tattili e uditivi. Lo schema corporeo è un'immagine dinamica o statica che fornisce informazioni sull'orientamento nello spazio. Il consolidamento avviene verso i 6-7 anni. Prima di questa età, i bambini possono presentare difficoltà come la confusione tra destra e sinistra o la sincinesia (incapacità di inibire il movimento di una mano mentre si muove l'altra).

Il processo di lateralizzazione

La lateralizzazione è la predominanza di una mano, un piede o un occhio. Può essere innata (patrimonio genetico) o appresa (manipolazione di oggetti quotidiani). La preferenza manuale per la scrittura si stabilizza solitamente verso i 6-7 anni.

Attività grafico-motoria

A 18 mesi il bambino traccia segni casuali; a 2 anni inizia movimenti rotatori. Tra i 3 e i 4 anni compaiono progetti ibridi e arabeschi. La capacità di copiare forme segue un ordine: cerchio (3 anni), croce (3 anni e mezzo), quadrato (4 anni), triangolo (5 anni) e diamante (6 anni).

La formazione della funzione semiotica

La funzione semiotica è la capacità di rappresentare qualcosa (significato) tramite un significante. Secondo Piaget, si sviluppa attraverso cinque comportamenti: imitazione differita, gioco simbolico, disegno, immagine mentale e linguaggio.

Funzione simbolica e socializzazione

Vygotskij sostiene che l'attività mentale ha un'origine sociale. L'internalizzazione trasforma i fenomeni sociali in psicologici. Bruner identifica tre tipi di rappresentazioni: enattiva (basata sull'azione), iconica (basata sulle immagini) e simbolica (basata sul linguaggio).

Gioco simbolico

Il gioco simbolico è un pilastro della funzione semiotica. Permette al bambino di rivivere esperienze, controllare conflitti e comprendere il mondo adulto. È un ponte tra la realtà psichica interna e il mondo esterno.

Processo di decentramento

La caratteristica del pensiero infantile è l'egocentrismo (difficoltà a considerare punti di vista diversi dal proprio). Il decentramento è un processo progressivo che si manifesta sia nello spazio (es. test delle tre montagne) che nelle relazioni sociali (comprensione delle intenzioni altrui).

Bambini e natura

Il pensiero infantile è definito da Piaget come pre-causale, caratterizzato da artificialismo (credere che tutto sia creato dall'uomo) e animismo (attribuire vita agli oggetti inanimati).

Punto 4: I bambini dai 7 ai 12 anni

Sviluppo motorio e intellettuale

In questa fase, il bambino affina la coordinazione motoria e visuo-motoria. Sul piano intellettuale, si entra nello stadio delle operazioni concrete: il bambino abbandona l'attività fisica per quella mentale, inizia a comprendere la relatività delle cose e sviluppa l'autocritica.

Sviluppo sociale ed emotivo

La scuola diventa il centro della vita sociale. Il gruppo dei pari influenza l'identità e il senso di appartenenza. Il gioco si evolve da simbolico a collettivo, basato su regole condivise.

Punto 5: Preadolescenza (13-15 anni)

È un periodo di crisi e adattamento. Le trasformazioni biologiche (pubertà) portano a cambiamenti emotivi spesso mal compresi dagli adulti. Sul piano cognitivo, si acquisisce l'intelligenza formale: la capacità di pensare in modo astratto, ipotetico-deduttivo e critico, favorendo l'autonomia di pensiero.

Voci correlate: