Il Teatro Spagnolo prima della Guerra Civile: Evoluzione e Protagonisti
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Il teatro prima della guerra civile
Nel periodo precedente alla guerra civile spagnola, si delineò una netta distinzione tra un teatro commerciale, di grande successo di pubblico, e un teatro di rinnovamento, che cercava nuove forme espressive.
Il teatro commerciale
Questo filone si concentrava sull'intrattenimento e sulla fuga dalla realtà:
- Jacinto Benavente: Caratterizzato da moderazione e un realismo meticoloso. Concepì il teatro come strumento di illusione, eccellendo nella qualità dei dialoghi. Opere principali: "Gli interessi creati", "La malquerida".
- Teatro in versi: Seguiva la moda effimera del teatro francese, trattando temi storici e moderni.
- Teatro comico: Include musica, canti e balli. I generi principali includevano:
- Rivista: Spettacoli frivoli con elementi erotici e ambienti cosmopoliti.
- Operetta: Commedia leggera con intrighi complessi.
- Sainete: Rappresentazioni popolari madrilene su temi come gelosia, onore e amore.
- Astracanada: Basata sull'assurdità comica, portata al successo da Pedro Muñoz Seca ("La vendetta di Don Mendo").
Il rinnovamento teatrale
Diversi autori cercarono di superare le convenzioni del tempo:
- Miguel de Unamuno: Propose un teatro essenziale, con palcoscenici spogli e pochi personaggi, per concentrarsi sull'interiorità e sulla ricerca della verità. Opere: "Fedra", "Solitudine", "Catene di Raquel".
- Azorín: Sperimentò contro l'estetica naturalista, introducendo elementi del subconscio e della fantasia. La sua opera più nota è la trilogia "Invisibile".
- Valle-Inclán: Figura centrale che ruppe con la tradizione creando l'esperpento.
L'opera di Valle-Inclán
Il suo percorso evolutivo passò dal modernismo a una critica feroce della società:
- Commedie barbare: Ambientate in una Galizia mitica e atemporale, esplorano temi come la lussuria, la superbia e il dispotismo.
- L'Esperpento: Una tecnica basata sulla deformazione della realtà, descritta dall'autore come "riflesso in uno specchio concavo". Attraverso la distorsione grottesca, la fusione tra umano e animale, e la parodia, Valle-Inclán mette in scena la debolezza dello spirito umano, mescolando tragedia e farsa, paura e divertimento.