Tecniche di Allevamento della Capasanta: Dallo Stadio Larvale all'Ingrasso
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Raccolta allo stadio larvale
Con le informazioni ottenute in precedenza nella fase bio-oceanografica, si procede all'installazione dei collettori larvali. Va rilevato che questa fase richiede date molto specifiche per massimizzare la deposizione delle uova di punta, altrimenti i depositi saranno poveri. Anche se le capesante depongono le uova quasi tutto l'anno, le deposizioni più rilevanti si verificano nei mesi primaverili ed estivi. Le prime larve del periodo sopra menzionato iniziano a vedersi nel mese di novembre, con un picco di incidenza tra dicembre e gennaio, per poi diminuire gradualmente fino ad aprile.
Per quanto riguarda l'area all'interno della baia in cui sono installati i collettori, è necessario assicurare l'attecchimento più ampio possibile. A tal fine, è utile lo studio preventivo delle correnti marine poiché, solitamente, i luoghi di maggiore concentrazione di larve corrispondono alle aree di convergenza di correnti o vortici. La profondità alla quale si posizionano i collettori è determinata mediante l'analisi del plancton e con l'aiuto di un collettore di prova.
I collettori, basati sulla tecnologia giapponese, sono composti da sacchetti di rete sospesi a un sistema long-line, formando una tenda o barriera al passaggio delle larve che nuotano nella colonna d'acqua. Il periodo di fissaggio è molto breve e si verifica, a seconda della temperatura, tra i 15 e i 20 giorni dopo la deposizione; da qui l'importanza della data precisa in cui collocare il collettore. Il seme catturato dai collettori viene coltivato al loro interno per periodi variabili da due a quattro mesi. A seconda dell'esperienza, alcuni allevatori preferiscono raccogliere il seme precocemente per ridurre la mortalità, ma in nessun caso il seme deve rimanere più di quattro mesi nel collettore, a causa del tasso di mortalità maggiore dovuto all'azione dei predatori. Dopo questo periodo, il seme raggiunge dimensioni che vanno da 6 a 30 mm di lunghezza.
Stadio intermedio di coltura o pre-coltura
Questa fase inizia con la raccolta dei semi dai collettori, che vengono poi selezionati e trasferiti in cesti di allevamento detti pearl nets (reti a perla), dove rimangono per un periodo da tre a sei mesi. Nei cesti, la densità delle capesante varia in modo inversamente proporzionale alla crescita, poiché si tratta di una specie che sopporta male il sovraffollamento. Inizialmente si utilizza una densità da 100 a 200 capesante per pearl net, terminando con una densità di 20 capesante per pearl net prima del trasferimento alle strutture di allevamento finale o lanterne (lantern nets).
Alcuni allevatori, che raccolgono il seme precocemente prima di trasferirlo nei pearl nets, utilizzano una struttura chiamata barella (composta da un telaio di legno ricoperto da una maglia fine) per mantenere le capesante da 2 a 4 mm. Questo sistema riduce al minimo la perdita di novellame dovuta al distacco e alla predazione.
Fase finale dell'allevamento o ingrasso
Questa fase ha inizio con il trasferimento delle capesante dai pearl nets alle lanterne o ad altri sistemi di allevamento, fino al raggiungimento della dimensione commerciale di 65 mm. A questo punto, le capesante provenienti dai pearl nets possono seguire tre percorsi:
- Trasferimento dai pearl nets alle lanterne.
- Mantenimento nei pearl nets fino alla dimensione commerciale, riducendo ulteriormente la densità (da 10 a 15 capesante per ognuno).
- Semina diretta sul fondo della concessione demaniale marittima.
Qualunque sia il metodo utilizzato, le giovani capesante rimangono nel sistema di allevamento prescelto fino al raggiungimento delle dimensioni commerciali, traguardo che si ottiene tra i 14 e i 18 mesi dal momento della fecondazione.
Oltre al sistema di sospensione in cesti, come lanterne e pearl nets, si utilizza anche il sistema di allevamento a sospensione sull'orecchio (ear hanging). In questo sistema, la capasanta viene forata sull'orecchio (la cerniera della conchiglia) e appesa a una corda. Questo sistema di crescita è valido quanto quello delle lanterne, ma richiede più manodopera. Inoltre, il rischio di distacco delle capesante dovuto alla rottura dell'orecchio in condizioni di mare agitato è elevato se non si utilizzano materiali appropriati. In questo tipo di allevamento, il costo dei materiali è molto più basso rispetto al sistema a cesti, ma si registrano maggiori perdite e una richiesta superiore di manodopera.
Un altro sistema alternativo è l'allevamento in sospensione in sacchi. Si tratta di una tecnologia sviluppata a livello locale per ovviare al costo elevato delle attrezzature tradizionali. Consiste nel posizionare le capesante in una manica di rete plastica sospesa: ad ogni estremità della manica si introducono due o tre capesante per poi chiudere le estremità. Le maniche sono distanziate ogni 30 cm. Questo sistema sperimentale funziona bene grazie al costo molto contenuto e garantisce una crescita simile, se non superiore, a quella delle lanterne. Inoltre, riduce l'azione dei policheti che perforano la conchiglia. Tuttavia, le capesante crescono deformi, il che rappresenta un problema se si desidera venderle con il guscio. Richiede inoltre più manodopera, il che costituisce un fattore limitante per i centri di allevamento che gestiscono milioni di capesante.