Tecniche di Filtrazione in Atmosfera Inerte e Teoria dei Complessi di Coordinazione
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Filtrazione in atmosfera inerte
In chimica inorganica, molti composti sono sensibili all'aria e all'umidità. In questi casi è essenziale filtrare e manipolare le soluzioni senza esporle all’atmosfera. Si ricorre quindi a sistemi e tecniche speciali:
- Linea Schlenk o box a guanti (in atmosfera di gas inerte come Azoto o Argon).
- Setto poroso (frit) o filtro a membrana.
- Apparecchiatura in vetro chiusa e dotata di rubinetti per gas inerte.
- Gas inerte (N2 o Ar) per saturare e proteggere l’atmosfera.
Procedura operativa
- Montaggio dell’apparecchiatura: Si assembla l’imbuto filtrante e il recipiente di raccolta, assicurandosi che entrambe le parti possano essere saturate e tenute sotto atmosfera di gas inerte.
- Inertizzazione: Prima di iniziare, si flussa gas inerte attraverso l’impianto per eliminare aria e umidità residua.
- Trasferimento della soluzione: Si travasa la soluzione sensibile nell’imbuto filtrante, mantenendo una leggera sovrapressione di gas inerte per evitare l’ingresso di aria.
- Filtrazione: Il filtrato passa attraverso il setto poroso o la membrana. Se è necessaria una pompa, si usa una pompa compatibile con gas inerte e una trappola per evitare ritorni di aria.
- Recupero del filtrato: Il filtrato viene raccolto in un recipiente chiuso e saturato di gas inerte. Si sigilla il contenitore per impedirne l’esposizione ad aria e umidità.
Simmetria e Teoria del Campo Cristallino (CFT)
L'operazione di simmetria è un'azione (rotazione, riflessione, inversione...) che trasforma la molecola in se stessa. La CFT spiega come i ligandi, disposti attorno a un metallo di transizione, influenzano l’energia dei suoi orbitali d.
Geometria piana-quadrata
Quattro ligandi sono disposti ai vertici di un quadrato nel piano xy. È una geometria tipica dei metalli con configurazione d8 (es. [PtCl4]2-, [Ni(CN)4]2-).
Splitting dei livelli d
Nell’ambiente piana-quadrata, l’energia dei cinque orbitali d viene divisa in maniera specifica:
- dx²–y²: Energia più alta (ligandi sulla direzione x e y).
- dxy: Energia intermedia.
- dz²: Energia più bassa dei restanti (ligandi assenti sulla direzione z).
- dxz, dyz: Energia più bassa.
Stabilizzazione dei complessi d8
Il metallo d8 presenta 8 elettroni nel livello d. In geometria piana-quadrata, 4 elettroni occupano i livelli più bassi (dxz, dyz, dz²) e sono accoppiati. Altri 4 elettroni riempiono il dxy, lasciando vuoto il dx²–y² (livello ad energia più alta). Questo conferisce una forte stabilizzazione.
Sintesi degli isomeri del platino
Partendo dal precursore K2[PtCl4], dove il platino è nello stato di ossidazione +2, si aggiungono i ligandi NH3:
K2[PtCl4] + 2NH3 ⟶ [Pt(NH3)2Cl2] + 2KCl
Si possono ottenere due isomeri: il cis-diamminodicloroplatino(II) e il trans-diamminodicloroplatino(II). L'isomero cis è il prodotto cinetico (si forma a basse temperature), mentre l'isomero trans è il prodotto termodinamico (si forma a temperature più alte).
Teorema di Jahn-Teller
Quando un complesso di un metallo di transizione ha elettroni in orbitali degeneri, il sistema si distorce geometricamente per rompere la degenerazione e diventare più stabile. È rilevante soprattutto per ioni con configurazioni d4, d7 e d9 in geometria ottaedrica.
Esempio: Manganese(III)
Il Mn3+ ([Ar] 3d4) in campo ottaedrico (es. [Mn(H2O)6]3+) presenta una distribuzione elettronica t2g3 eg1. La presenza di un solo elettrone negli orbitali eg crea una degenerazione elettronica che il sistema risolve tramite una distorsione (solitamente un'elongazione lungo l’asse z).