Teoria dell'agire comunicativo di Habermas: Mondo vitale e sistema
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Sommario generale
Habermas propone un modello per analizzare la società attraverso due forme di razionalità: la razionalità sostanziale del mondo vitale e la razionalità formale del sistema.
Mondo vitale e sistema
- Il mondo della vita: rappresenta il punto di vista interno, ovvero la prospettiva dei soggetti che agiscono all'interno della società.
- Il sistema: rappresenta la prospettiva esterna, identificata con la struttura sistemica (la razionalità tecnico-burocratica di stampo weberiano e le istituzioni).
Habermas considera la società come un conglomerato complesso e strutturato, in cui i processi di formazione dell'attore sociale tendono a scomparire.
La teoria dell'agire comunicativo
Nella Teoria dell'agire comunicativo, Habermas definisce le azioni come manifestazioni simboliche regolate da norme. L'azione drammaturgica si sviluppa in relazione al mondo oggettivo.
Nella sfera del lavoro, egli contrappone il campo dell'azione comunicativa, definita come un'interazione mediata da simboli. Tale azione si basa su norme fondamentali o imperative che definiscono i modi reciproci di comportamento, i quali devono essere intersoggettivamente compresi e riconosciuti.
Azione strumentale e strategica
Questo tipo di azione si colloca nel quadro istituzionale della società, in contrapposizione ai sistemi di azione strumentale e strategica. L'autore definisce l'azione strumentale come un'azione orientata allo scopo, in cui è necessario utilizzare mezzi specifici per raggiungere un fine dato.
Habermas distingue due tipologie:
- Azione strumentale: basata su tecniche e strategie, subordinata alla legittimazione tradizionale. Nella società capitalista, i sottosistemi di azione strumentale, in particolare l'economia, sono in continua espansione.
- Azione strategica: basata sulla scelta razionale.
Nei tempi moderni, la razionalità comunicativa tradizionale si scontra con la nuova razionalità tecnico-scientifica. In questo confronto, la razionalità comunicativa soccombe, poiché le interpretazioni mitico-religiose vengono sostituite dalle conoscenze scientifiche.
Pragmatica universale
Habermas pone la necessità pragmatica di una scienza universale delle strutture linguistiche, basata su elementi validi in ogni situazione e contesto comunicativo. La pragmatica universale rivela le condizioni linguistiche che consentono alla ragione di diventare ragione comunicativa.
Le quattro tipologie di azione
Tra i molti concetti di azione presenti nella teoria sociologica, Habermas li riduce a quattro:
- Concetto teleologico di azione: al centro della teoria filosofica fin da Aristotele. L'attore persegue un fine o cerca di produrre uno stato desiderato delle cose, scegliendo i mezzi più coerenti in una data situazione.
- Azione regolata da norme: non si riferisce al comportamento di un attore solitario, ma ai membri di un gruppo sociale che orientano la propria azione verso valori comuni.
- Azione drammaturgica: l'attore trasmette a un pubblico una determinata immagine o impressione di sé, mostrando la propria soggettività.
- Azione comunicativa: si riferisce all'interazione di almeno due soggetti in grado di parola e di azione (tramite mezzi verbali o extra-verbali) che stabiliscono un rapporto interpersonale.