La Transizione Spagnola: Dal Messaggio della Corona alla Costituzione del 1978

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Commento: Il Messaggio della Corona

Ci troviamo di fronte a "Il messaggio nella corona", il primo discorso di Don Juan Carlos de Borbón come Capo di Stato. Si tratta, pertanto, di un documento contemporaneo e di una fonte primaria del suo tempo. Il discorso è avvenuto due giorni dopo la morte di Franco, lasciandosi alle spalle 36 anni di dittatura totalitaria, perpetua e personale. Don Juan Carlos ha scritto questo discorso e lo ha inviato ai giudici legati a Franco, rivolgendosi al popolo spagnolo.

La natura del tema è politica e si colloca nell'anno 1975, quando inizia la transizione verso la democrazia in un contesto di tensione causato da scioperi, manifestazioni e attentati terroristici. Lo scopo di questo lavoro è quello di rassicurare l'esercito e i cattolici (i cosiddetti poteri di fatto). Per quanto riguarda l'autore, Don Juan Carlos è il figlio di Don Juan e nipote di Alfonso XIII; si trovava in Spagna dal 1948 a seguito di una richiesta di Franco e dell'accordo preso con Don Juan. In base alla Legge di Successione del 1947, Juan Carlos fu designato successore di Franco solo nel 1969, all'età di 31 anni.

Il Progetto Politico del Re

Il tema principale del testo è il desiderio del Re di rendere pubblica la propria agenda politica, basata sul consenso e su una monarchia democratica. In primo luogo, notiamo il riferimento a un "tempo pieno di entusiasmo e di speranza": in questa parte il sovrano si assume le responsabilità della Corona spagnola, sebbene il diritto dinastico appartenesse originariamente a suo padre.

Questo salto dinastico avvenne perché Franco scelse il suo successore. Sebbene Alfonso XIII avesse indicato suo figlio Don Juan, Franco decise, attraverso un patto, di proclamare come successore Don Juan Carlos. Don Juan non fu scelto a causa del Manifesto di Losanna, in cui si offriva come alternativa al regime franchista.

La Rottura Concordata

Più tardi si fa riferimento a "una nuova tappa nella storia di Spagna", alludendo a una rottura concordata. I problemi principali erano legati ai franchisti che volevano mantenere la dittatura, ai monarchici che preferivano il lignaggio di Don Juan e all'opposizione che temeva la continuità del regime. Tuttavia, con l'aiuto di Adolfo Suárez e Torcuato Fernández-Miranda, il Re riuscì a negoziare segretamente con l'opposizione, ottenendo la rinuncia al repubblicanesimo e alla rivoluzione sociale in cambio di amnistia e riforme politiche. Suárez riuscì a coinvolgere sia i ministri cattolici che i franchisti, ottenendo una riforma all'interno della legalità vigente.

Consenso e Riforme

Il testo parla di un "consenso effettivo", riferendosi alle riforme attuate durante la transizione: elettorali, fiscali e, prioritariamente, la legalizzazione delle autonomie. In questa fase furono riconosciute 13 pre-autonomie, tra cui la Generalitat, e furono autorizzati i simboli nazionalisti, pur mantenendo l'unità indissolubile della Spagna. L'esercito avrebbe occupato una posizione di neutralità politica e difesa esterna, mentre la Chiesa sarebbe stata separata dallo Stato (Stato aconfessionale).

Quando si parla di "custode del sistema costituzionale", si intende l'istituzione di una monarchia parlamentare. Il riconoscimento dei diritti economici e sociali mirava a placare il movimento operaio e a garantire lo Stato sociale (salute, urbanistica, sicurezza). Infine, il ruolo del Re è stato rafforzato durante il fallito colpo di stato del 23-F guidato da Antonio Tejero. Oggi la monarchia gode del sostegno della maggioranza degli spagnoli e di un ampio riconoscimento internazionale.

Integrazione in Europa e Relazioni Internazionali

Sotto Franco, la Spagna non poteva essere pienamente integrata nelle strutture politico-militari ed economiche occidentali a causa dell'isolamento internazionale dovuto al legame con l'Asse (Hitler e Mussolini). Tuttavia, nel 1953, la Spagna strinse un'amicizia con gli Stati Uniti in funzione anti-comunista nel contesto della Guerra Fredda. Grazie a ciò, nel 1955 la Spagna fu ammessa alle Nazioni Unite.

Il Cammino verso la CEE

Nel 1959, il Piano di Stabilizzazione promosso dai tecnocrati dell'Opus Dei cercò di porre fine all'autarchia. Nel 1962, il ministro Castiella tentò di negoziare l'adesione alla CEE, ma la richiesta fu respinta. Solo nel 1977, con Adolfo Suárez, iniziarono i veri piani di ingresso, portati avanti poi da Calvo Sotelo e infine da Felipe González.

L'ingresso nella CEE comportò diverse sfide:

  • Settore agricolo e pesca: L'UE impose limiti di produzione che colpirono cereali e olive.
  • Ristrutturazione industriale: L'industria siderurgica dovette affrontare chiusure e ammodernamenti.
  • Parametri economici: La Spagna dovette adeguare inflazione, deficit e debito pubblico.

Il 12 giugno 1985 fu firmato l'atto di adesione a Madrid. Dal 1° gennaio 1986, l'ingresso portò modernizzazione economica, coesione e solidarietà. Successivamente, l'Atto Unico (1987) e il Trattato di Maastricht (1992) segnarono l'unione economica e monetaria.

La Spagna nella NATO

Per quanto riguarda la NATO, dopo una iniziale neutralità di Suárez, il governo di Calvo Sotelo spinse per l'integrazione nel 1981, nonostante l'opposizione di PSOE e PCE. Nel 1986, il governo di Felipe González indisse un referendum per confermare la permanenza, ponendo tre condizioni: non integrazione nella struttura militare, denuclearizzazione e riduzione della presenza militare statunitense. In seguito, Javier Solana divenne Segretario Generale della NATO e, sotto il governo Aznar, la Spagna si integrò pienamente nella struttura militare.

Commento: La Costituzione del 1978

La Costituzione del 1978 è il quadro giuridico della democrazia spagnola, approvata per referendum il 6 dicembre. È il risultato di un patto nazionale tra diverse forze politiche, volto a creare uno Stato democratico e autonomista. Il tema centrale è la sovranità popolare (il potere risiede nel popolo), in netto contrasto con la dittatura di Franco.

Struttura e Contenuti Fondamentali

La Costituzione definisce la Spagna come una monarchia parlamentare. Sebbene l'unità della nazione sia indissolubile, viene riconosciuto il diritto all'autonomia delle nazionalità e delle regioni.

Articoli Chiave:

  • Articolo 1: Definisce la forma politica e la sovranità popolare.
  • Articolo 2: Tratta l'unità della Spagna e le autonomie.
  • Articolo 6: Sancisce il pluralismo politico e l'importanza dei partiti democratici.
  • Articolo 16: Garantisce la libertà ideologica e religiosa, stabilendo la natura aconfessionale dello Stato.
  • Articolo 137 e 147: Regolano l'organizzazione territoriale e gli Statuti di Autonomia.

La Costituzione ha introdotto riforme sociali cruciali: la legge sul divorzio, l'abolizione della pena di morte e la creazione di 17 comunità autonome. Nonostante alcune incongruenze, come il ruolo del Senato o le rivendicazioni dei Paesi Baschi, il documento rimane il fondamento essenziale del sistema democratico spagnolo, promuovendo la riconciliazione nazionale.

Voci correlate: