Trasformazioni Agrarie e Processi di Disamortizzazione nell'Antico Regime Spagnolo
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L'eredità dell'Antico Regime
La terra nell'Antico Regime era caratterizzata dalla posizione dominante del territorio nelle mani della nobiltà e della Chiesa.
- La nobiltà, grazie all'istituzione della primogenitura, aveva reso i propri immobili inalienabili e fuori dal libero commercio.
- La Chiesa possedeva grandi appezzamenti di terreno a seguito di numerose donazioni. Il terreno era bloccato e trasformato in manomorta.
- I comuni erano proprietari terrieri che traevano origine dalle concessioni reali durante la Reconquista. Queste terre assumevano due forme: terre a uso comune per la comunità e terre proprie affittate a privati.
Di conseguenza, la quantità di terra disponibile per il libero mercato era in calo e i prezzi risultavano sempre più elevati.
Crisi e arretratezza nelle campagne
La campagna spagnola appariva spopolata e in rovina. Lo spopolamento era radicato nella durezza della vita contadina: carichi di lavoro eccessivi, salari bassi, anomalie climatiche e mancanza di riserve alimentari spingevano alla fuga verso le città.
Il problema principale rimanevano le basse rese agricole, causate dall'arretratezza tecnica:
- Si lavorava la terra con l'aratro romano.
- Si utilizzava il sistema del maggese.
- Il contadino era a corto di capitali per migliorare attrezzature e bestiame.
- Mancavano meccanizzazione, fertilizzanti chimici e selezione delle sementi.
La situazione era aggravata dai vincoli imposti dalla Mesta (allevamento nomade) e da vecchie leggi che vietavano la recinzione dei terreni, oltre a regolamenti che limitavano la commercializzazione dei prodotti. Negli ultimi decenni del XVIII secolo, la necessità di riforme economiche e sociali divenne urgente.
Il processo di riappropriazione e disamortizzazione
Le leggi di disamortizzazione miravano a sbloccare i beni della nobiltà e a riscattare le proprietà della Chiesa e dei comuni, che si trovavano in mano alle manimorte. L'obiettivo era commercializzare tali beni per risanare le finanze pubbliche attraverso aste pubbliche.
Le fasi della riforma
- Disaccoppiamento: Applicato ai beni laici, mirava a porre fine al sistema feudale e ai privilegi signorili, trasformando le terre in proprietà privata e libera. Il processo, iniziato a Cadice, si concluse nel 1837.
- Abolizione della primogenitura: Accennata a Cadice, fu formalizzata nel 1820 durante il Triennio Liberale, ma la resistenza della nobiltà ne ritardò l'attuazione fino al 1841.
- Confisca: Il sequestro dei beni ecclesiastici e comunali si protrasse per tutto il XIX secolo e parte del XX.
La confisca si articolava in due momenti distinti: il sequestro da parte dello Stato per trasformare i beni in proprietà nazionale e la successiva vendita all'asta, il cui ricavato veniva destinato alle necessità pubbliche.