Trasformazioni Economiche e l'Ascesa dell'Imperialismo Europeo
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Evoluzione delle Condizioni Lavorative e Sociali
Tuttavia, si poteva ottenere un posto di lavoro, anche se in un primo momento le condizioni misere erano molto difficili; a questo si è posto rimedio a poco a poco nell'industria o nella regione dove i lavoratori sono riusciti ad aumentare la propria influenza (nonostante la crisi del 1873, sebbene i salari fossero aumentati, questa tendenza si invertì). Nel complesso, il divario di reddito tra la classe superiore e la classe lavoratrice stava crescendo costantemente.
- Il liberalismo sembrava imporre il suo modello senza alcuna limitazione, ma è stato influenzato dalla Rivoluzione Industriale (IR) e dalla Rivoluzione Francese (RF), che hanno definito il quadro istituzionale disciplinante i rapporti tra il modello sociale e quello istituzionale.
Il Nazionalismo e la Politica di Potenza
Il nazionalismo razzista (Grecia nel 1830 - Germania 1870) ha segnato un'epoca. La politica di forza è stata usata nella formazione di nuovi stati nazionali, basandosi sulla convinzione che solo le grandi città con ambizioni e "volontà di potenza" fossero predestinate ad esercitare la supremazia a scapito dei popoli considerati inferiori.
L'Imperialismo e il Darwinismo Sociale
Jacob Burckhardt vide che era necessario essere una potenza per concedere uno status politico all'estero superiore rispetto a chi non possedeva colonie. Questo imperialismo nazionalista è la base di una corrente di pensiero radicata in teorie razziste che riconoscevano la superiorità di alcuni uomini sugli altri. Il concetto del "Fardello dell'uomo bianco" (pseudo-umanitario) sollevava il dovere degli europei, che godevano dei vantaggi di una moderna società industrializzata, di trasmettere civiltà e progresso ai paesi non sviluppati.
Questi atteggiamenti hanno la loro origine nell'idea della superiorità della razza ariana, permettendo l'interferenza delle teorie di Charles Darwin nelle azioni degli uomini bianchi in Asia e Africa. Jules Ferry sosteneva che le razze superiori avessero diritti sulle inferiori, ma che questo fosse un dovere di civiltà. L'ottenimento delle colonie assumeva senso anche come parte di un nuovo equilibrio di forze internazionali, oltre ad assicurare le materie prime in un contesto di tensione tra le nazioni. La Grande Guerra si verificherà, infine, tra paesi imperialisti contro i nazionalisti.
Federalismo e Imperialismo Sociale
La corrente federalista favoriva una politica volta a sostituire il potere sovranazionale con la protezione giuridica dell'indipendenza delle nazioni. Al contrario, l'imperialismo sociale rappresentava la tendenza dei paesi europei a contrastare il movimento operaio e la teoria marxista per evitare la guerra civile in Europa. Sebbene l'ottenimento di nuovi insediamenti migliorasse economicamente solo la borghesia (gli unici ad avere accesso a posizioni di potere), la popolazione comune visse un esodo verso le colonie, sia formali che informali.
Sviluppo Industriale e Crisi di Redditività
L'aumento dell'offerta fu fornito dall'industria elettrica e chimica, portando a una maggiore produttività. Questo sviluppo del commercio internazionale di beni primari e secondari fu favorito da una vera e propria rivoluzione dei trasporti.
Protezionismo e Teoria del Sottoconsumo
Ci fu una crisi di redditività a causa della diminuzione dei prezzi e dell'aumento della concorrenza. Per evitare la competizione, lo Stato aumentò le tariffe, proteggendo il mercato interno per i produttori locali. La ricerca di colonie scatenata dall'ondata imperialista nel 1884 rispondeva alla necessità di aprire nuove basi per frenare la stagnazione lucrativa nazionale; poiché non potevano aumentare la produzione con lavoratori dallo stipendio fisso, cercavano nuove terre per vendere i prodotti. Questo è il cuore del protezionismo.
L'intervento contro le tensioni degli Stati europei cercava di combattere la visione imperialista nota come teoria del sottoconsumo. Secondo questa teoria, l'imperialismo è il frutto dell'ingiustizia sociale del capitalismo: se ci fosse stata una distribuzione equa dei profitti, il sistema potrebbe modificarsi attraverso riforme sociali. Si cercava una soluzione politica per aumentare la capacità di consumo dei lavoratori integrando il ruolo dello Stato nella spesa pubblica, assorbendo così la produzione ottenuta senza ricorrere necessariamente a nuove zone di espansione.