Trasformazioni Politiche e Sociali dal Vecchio Regime all'Età Napoleonica

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Il Vecchio Regime e l'Interventismo Economico

Sotto l'assolutismo monarchico della media monarchia assoluta, il re assunse la pienezza dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. L'attività economica principale era l'agricoltura. La società era stratificata e culturalmente omogenea; l'organizzazione sociale prevedeva gruppi definiti da caratteristiche, proprietà o i cosiddetti privilegi.

Gli stati privilegiati e la ricchezza erano realtà distinte. I ceti privilegiati erano il clero e la nobiltà, poiché non pagavano le tasse e le loro proprietà erano sottratte alla vendita. Il resto della popolazione faceva parte del Terzo Stato (o popolo piano), la cui funzione era lavorare la terra, dedicarsi all'artigianato o al commercio, pagando le imposte allo Stato.

L'Ideologia del Cambiamento

L'Illuminismo è stato un movimento culturale e ideologico del XVIII secolo, nato dal malcontento e dalle aspirazioni dei nemici del Vecchio Regime.

Proposte Illustrate in Materia di Società e Politica

L'Illuminismo combatté la superstizione e l'ignoranza popolare accumulata, difendendo il diritto naturale. Rispetto alla società, attaccò i privilegi della nobiltà e del clero, proponendo un'organizzazione basata sui principi di libertà, uguaglianza e proprietà privata. In ambito politico, sostenne la sovranità nazionale e la divisione dei poteri, mentre in economia caldeggiò una totale e assoluta libertà.

Il Dispotismo Illustrato

Il primo tentativo di applicare le idee illuministe avvenne attraverso il dispotismo illuminato. Questo programma di riforme fu organizzato e promosso dal potere sovrano, ma incontrò spesso l'opposizione dei ceti privilegiati colpiti e le difficoltà derivanti dai conflitti bellici.

La Crisi del Vecchio Regime

La crisi fu determinata da diversi fattori:

  • Maggiore pressione fiscale dovuta a una difficile situazione economica delle finanze pubbliche.
  • Comparsa di proteste da parte dei settori colpiti.
  • Coinvolgimento di membri del Terzo Stato nel negare allo Stato la capacità di imporre leggi ingiuste.
  • Volontà di avviare una rivoluzione liberale nazionale.

Il trionfo dei riformatori portò alla riorganizzazione dello Stato e della società applicando le dottrine del Secolo dei Lumi.

La Rivoluzione Americana

La Guerra d'Indipendenza Americana fu anche una rivoluzione liberale. Ebbe inizio quando i coloni si opposero alle nuove tasse imposte dal Parlamento di Londra. Alla conferenza di Filadelfia, i rappresentanti delle colonie adottarono la Dichiarazione di Indipendenza dei tredici Stati Uniti, redatta da Thomas Jefferson. Venne approvata la Costituzione, che stabiliva:

  • Il potere esecutivo spetta al Presidente.
  • Il potere legislativo è bicamerale (Camera dei Rappresentanti e Senato).
  • Il potere giudiziario è esercitato dai tribunali.

L'Assemblea Nazionale Costituente

Il monarca Luigi XVI convocò gli Stati Generali. Il Terzo Stato si proclamò Assemblea Nazionale e invitò il clero e la nobiltà a unirsi a loro. L'Assemblea elaborò tre leggi fondamentali:

  1. La Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo.
  2. La Costituzione Civile del Clero.
  3. La Costituzione del 1791, che assegnava il potere esecutivo al Re e quello legislativo all'Assemblea tramite suffragio censitario.

La Convenzione e il Terrore

Nel mese di agosto 1792, i settori più radicali guidati dai Giacobini proclamarono la Repubblica ed eseguirono il re. La Convenzione fu inizialmente dominata dai Giacobini, ma i Girondini subirono un colpo di Stato. Nel 1793 fu adottata una nuova Costituzione.

Il Direttorio e il Consolato

I Girondini riconquistarono il potere e adottarono una terza Costituzione, istituendo un sistema moderato simile alla prima Costituzione ma senza un sovrano. Il potere esecutivo era esercitato da un Direttorio di cinque membri. Nel 1800, una nuova Costituzione rafforzò il potere esecutivo nelle mani di un Primo Console. Il legislatore era composto da tre gruppi: Senato, Tribunato e Corpo Legislativo. Napoleone Bonaparte fu nominato Primo Console a vita, trasformando successivamente il Consolato in Impero.

L'Impero Napoleonico

In politica interna, Napoleone promosse la borghesia e il merito nell'esercito e nell'amministrazione. Il risultato principale fu il Codice Civile e il Concordato con la Santa Sede. In politica estera, l'Impero diffuse in tutta Europa le idee liberali e il Codice Civile nelle nazioni conquistate. Dopo l'esilio e il breve periodo dei "100 giorni", Napoleone subì la sconfitta definitiva nella battaglia di Waterloo.

La Restaurazione

La Restaurazione mirava a ripristinare la monarchia assoluta e gli ordini privilegiati. L'imperatore d'Austria, su consiglio del principe Metternich, riunì le potenze vincitrici al Congresso di Vienna per:

  • Cercare un equilibrio di potere.
  • Restituire il trono alle antiche dinastie.
  • Riorganizzare la mappa d'Europa.

Conseguenze e Implicazioni Politico-Territoriali

Il Congresso di Vienna garantì l'equilibrio europeo fino al 1914 (fatta eccezione per la guerra di Crimea), evitando conflitti tra grandi potenze. Il braccio militare del congresso fu la Santa Alleanza. Il rimodellamento della mappa europea intendeva evitare che un singolo paese potesse imporsi sugli altri.

Il Liberalismo

Secondo il liberalismo, la sovranità risiede nella nazione. Si sosteneva il suffragio censitario (voto riservato agli uomini abbienti) e la divisione dei poteri per mantenere l'ordine pubblico. Il liberalismo dottrinario cercò di rafforzare l'autorità della corona, permettendole di condividere il potere legislativo con il Parlamento.

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