Trasformazioni Sociali ed Economiche dell'Europa nel XVIII Secolo
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Articolo 13: Organizzazione sociale ed economica nel XVIII secolo
Popolazione: i fattori di crescita
La popolazione dell'Europa nel tardo XVIII secolo era di circa 188 milioni di abitanti. In generale, questo secolo è stato un'era di pace e di progresso industriale e commerciale, tali da giustificare un aumento significativo della popolazione.
Le nazioni che hanno tratto maggior vantaggio da questo slancio demografico sono state quelle dell'Europa occidentale. Il loro numero è aumentato ovunque, insieme a un incremento della densità di popolazione. Queste nazioni hanno beneficiato dello sviluppo dell'agricoltura industriale; la concentrazione di operai nelle città industriali emergenti ha favorito lo spostamento di massa della popolazione dalle campagne alle città, tanto che la popolazione urbana è aumentata in proporzioni mai viste prima.
Nascita e consolidamento della borghesia: la crisi aristocratica
Con la crisi dell'Antico Regime vennero tempi duri per i nobili, che si impoverirono a causa dell'espropriazione delle loro proprietà da parte dello Stato. La borghesia del XVIII secolo si è affermata come il perno attorno al quale gravitano le manifestazioni politiche, economiche e culturali dell'umanità.
La borghesia nazionale aveva assunto la gestione del capitale commerciale e finanziario. Sebbene la grande borghesia fosse giunta a eguagliare la nobiltà del XVIII secolo, la massa borghese nel suo insieme non godeva di privilegi. La sua diffusione promosse nuovi concetti ideologici, razionalisti e critici, che postulavano una trasformazione sociale e politica. La struttura sociale dell'epoca vedeva:
- Nobiltà: riservava a sé le cariche politiche, ecclesiastiche e militari.
- Media borghesia: impegnata in occupazioni industriali o professioni liberali.
- Classi inferiori: dedite all'agricoltura o al lavoro nelle fabbriche e nelle manifatture.
Il contesto urbano e il proletariato
Il proletariato affrontava condizioni di vita estremamente difficili. A parte i lavoratori che vivevano ancora in regime cooperativo e quelli che dividevano le loro occupazioni tra agricoltura e industria, i lavoratori degli impianti di produzione erano soggetti a una rigida disciplina e a giornate di lavoro di sedici ore.
I salari rimasero sempre indietro rispetto all'aumento generale dei prezzi. Questo sistema portò a esplosioni di rabbia, che si accentuarono con l'avanzare del secolo; gli scioperi iniziarono a diventare frequenti. La situazione peggiore era quella dei bambini sfruttati dall'industria, affamata di manodopera a basso costo.
La campagna: conflitti e tensioni
Il deterioramento delle condizioni di vita dei più poveri si fece sentire anche nelle campagne, dove si riaccesero i conflitti contro gli antichi privilegi feudali.
Nell'Europa orientale, a partire dal XVI secolo e includendo la Turchia (dove regnava il feudalesimo militare dei giannizzeri), il contadino era soggetto alla terra e al potere del nobile signore o proprietario terriero. Grave era la situazione in Russia, dove i proprietari disponevano dei propri servi come veri e propri schiavi, portando a rivolte violente che culminarono in quella di Pugacëv.
In Polonia, Prussia, Austria e Ungheria, la situazione dei servi della gleba era poco più confortevole: il contadino era considerato proprietà di un uomo, sia nella vita che nei beni. La Germania rappresentava una zona di transizione tra questo tipo di schiavitù e le condizioni sociali agrarie dell'Europa occidentale.
Spagna: il clero, la nobiltà e i cambiamenti ideologici
L'europeizzazione della Spagna e l'introduzione dello spirito illuminato nel governo, nell'amministrazione, nella società e nella cultura del paese sotto Carlo III e il suo ministro, il Marchese di Esquilache, suscitarono una violenta ostilità popolare. Nonostante le dimissioni del marchese, le riforme continuarono il loro corso.
I ministri di Carlo III, influenzati dagli enciclopedisti, limitarono il potere reale del clero e la giurisdizione inquisitoriale.
Aree urbane, contadini e gruppi marginali
Le riforme introdotte da Orry e Amelot furono perfezionate all'epoca di Carlo III, con Campomanes e Jovellanos orientati a promuovere il benessere delle classi lavoratrici. La creazione delle Società Economiche degli Amici del Paese fu un mezzo per promuovere la ricchezza e la cultura delle province.
Lo sviluppo delle dottrine del libero scambio permise l'apertura del traffico con le Indie a un numero elevato di porti spagnoli, aumentando la ricchezza nazionale. Questo cambiamento economico ebbe un impatto sociale, poiché i benefici raggiunsero settori sociali più ampi. La borghesia divenne una classe più ricca; finanzieri e professionisti ebbero un accesso più facile alla ricchezza e al contatto con le classi superiori. Il progresso favorì inoltre la formazione della classe proletaria.
Crescita agricola: domanda e cambiamento tecnologico
La crescita della popolazione in Europa stimolò un aumento del consumo di prodotti. Si consumava più carne, più grano e altre spezie. Prodotti come caffè, zucchero, cacao e tabacco si consolidarono nel gusto continentale a partire dal XVIII secolo.
La rivoluzione agricola si manifestò con un incremento delle rese e del volume dei raccolti grazie a:
- Nuovi tipi di aratri e trebbiatrici in ferro anziché in legno.
- Introduzione di rastrelli e rulli di ferro.
- Rotazione delle colture e sostituzione di orzo e avena con il grano.
In Inghilterra, la Compagnia delle Arti offriva premi per nuove invenzioni. Si verificò una specializzazione locale: le regioni dell'Europa orientale e meridionale diedero la preferenza alla coltivazione di foraggio per bovini e cavalli. Una dieta migliore, basata su grano, patate e carne, fu l'impatto immediato dell'agricoltura tecnica.
La struttura della proprietà terriera
In Inghilterra, il sistema delle enclosures (recinzioni) contribuì alla modernizzazione dei campi, portando alla concentrazione delle proprietà. Molti piccoli proprietari terrieri andarono in rovina, mentre i grandi proprietari ampliarono i loro possedimenti, applicando tecniche moderne per ottenere rendimenti più elevati.
Le differenze rurali nell'Europa moderna si manifestarono fortemente nella struttura della proprietà:
- In Occidente: esistevano vari tipi di contratti e forme di uso del suolo, tra cui spiccava il contratto di locazione.
- In Europa orientale: prevaleva la formula dello sfruttamento diretto da parte del proprietario attraverso il lavoro servile o schiavo.