Trasformazioni Sociali e Opposizione Politica nella Spagna degli Anni Sessanta
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La trasformazione sociale della Spagna negli anni Sessanta
Dopo le difficoltà del dopoguerra, in cui la società spagnola era rimasta ancorata a strutture arcaiche, gli anni sessanta hanno assistito a un rapido cambiamento sociale. Le caratteristiche principali di questo periodo includono:
Migrazioni e crescita demografica
- Migrazione rurale: Un massiccio spostamento verso le città e l'Europa occidentale. Oltre un milione di spagnoli si trasferì in Francia, Germania, Svizzera, Belgio e altri paesi per occupare posizioni lavorative non richieste dalla popolazione locale.
- Effetti della migrazione: Se da un lato ha ridotto la disoccupazione e aumentato il reddito grazie alle rimesse, dall'altro ha causato lo sradicamento umano e accentuato le disparità economiche tra le diverse regioni.
- Crescita demografica: Nonostante la riduzione del tasso di mortalità, il tasso di natalità è rimasto elevato, aumentando ulteriormente.
Carenze nei servizi pubblici
Per soddisfare le esigenze di una popolazione in crescita, la spesa pubblica non è aumentata in modo adeguato, rendendo i servizi insufficienti:
- Istruzione: Il numero di scuole e università era nettamente inferiore alle necessità di una popolazione giovanile in espansione.
- Sanità: Nonostante la costruzione di grandi ospedali e l'introduzione di sistemi di assistenza sanitaria e pensionistica dal 1963, la copertura sanitaria è rimasta lontana dagli standard di una società moderna.
- Edilizia: La crescita demografica ha causato un enorme deficit abitativo, affrontato con grandi operazioni immobiliari che hanno dato vita a nuovi quartieri spesso privi di servizi sociali e urbani di base.
L'opposizione al regime franchista
La guerriglia e il Maquis
Dopo l'occupazione delle regioni da parte delle truppe franchiste, molti combattenti repubblicani, per sfuggire alla repressione, si rifugiarono sui monti formando gruppi di guerriglia noti come Maquis. Le operazioni si intensificarono dopo la sconfitta nazista nel 1945, sperando in un intervento degli Alleati. Tuttavia, la dura repressione e la fine di tali speranze nel 1948 portarono il PCE a rinunciare alla lotta armata.
Proteste e movimenti sociali
- 1951: Il boicottaggio dei tram a Barcellona contro l'aumento delle tariffe segnò la prima protesta di massa sotto il regime.
- Università: Le tensioni crebbero con la richiesta di maggiore libertà. Gli scontri del 1956 all'Universidad Complutense di Madrid tra studenti e il SEU falangista segnarono l'emergere di una nuova generazione, composta in gran parte dai figli dei vincitori.
- Sindacati: Nel 1962 nacquero le Commissioni Operaie (Comisiones Obreras). Sostenute dal Partito Comunista, sfruttarono le falle della legislazione franchista per infiltrarsi nel sindacato ufficiale, dato che i sindacati storici (UGT e CNT) avevano una presenza limitata.
- Nazionalismi: I movimenti nazionalisti si rafforzarono in Catalogna e nei Paesi Baschi, dove l'ETA iniziò ad acquisire importanza attraverso azioni terroristiche.
In sintesi, pur non riuscendo a rovesciare il regime, il movimento di opposizione è riuscito a stabilire una rete ampia che sarebbe stata fondamentale per la successiva transizione alla democrazia dopo la morte di Franco.