Umanesimo in Spagna: Cultura, Letteratura e Dibattiti nel Rinascimento
Classificato in Lingua e Filologia
Scritto il in
italiano con una dimensione di 5,17 KB
L'Umanesimo Rinascimentale in Spagna: Contesto e Figure Chiave
L'Umanesimo in Spagna si caratterizza per la combinazione di diverse discipline umanistiche, un processo favorito dall'espansione politica e culturale del paese. Possiamo identificare diversi momenti e aspetti fondamentali:
Il Ruolo dei Re Cattolici e dell'Università di Alcalá
Sotto i Re Cattolici, la cultura umanistica fu favorita dal regime politico e dalla situazione internazionale. In questo contesto, spiccano la figura di Antonio de Nebrija e la fondazione dell'Università di Alcalá de Henares, un'istituzione di nuova concezione rispetto a quelle medievali. Il Cardinale Cisneros fondò un'università in cui le scienze umane si fondevano con gli studi religiosi. Promosse inoltre la pubblicazione della Bibbia Poliglotta Complutense, un'opera di grande rigore filologico.
L'Epoca di Carlo V e l'Influenza di Erasmo
Con Carlo V, l'influenza di Erasmo da Rotterdam divenne fondamentale, sia in ambito religioso che laico. Si cercava l'armonia tra i popoli e si promuoveva la meditazione interiore dal punto di vista religioso. Fu un periodo di grande splendore fino al 1530, durante il quale emersero figure come Alfonso de Valdés (segretario dell'imperatore) e suo fratello Juan de Valdés.
A partire dal 1530, la frattura tra cattolici e protestanti portò alla perdita di potere degli erasmisti, che finirono per essere perseguitati. L'influenza di Erasmo venne progressivamente ostacolata dal papato.
La Controversia sugli Indigeni delle Americhe
Un'altra discussione centrale dell'epoca riguardava la natura degli indigeni dei territori coloniali: erano esseri umani o no? Si delinearono due posizioni contrapposte: chi sosteneva che fossero esseri umani dotati di anima e quindi salvabili, e chi li considerava esseri inferiori da poter ridurre in schiavitù. Il principale sostenitore della schiavitù fu Juan Ginés de Sepúlveda, un umanista che basava le sue tesi su Aristotele. A difendere la loro libertà fu invece il sacerdote domenicano Bartolomé de las Casas, che si appellava alla morale cristiana universale.
Teoria Letteraria dell'Umanesimo Rinascimentale
La teoria letteraria dell'Umanesimo rinascimentale stabilì concetti fondamentali sulla poesia e sulla composizione delle opere letterarie, principi che rimasero validi per tutta l'Età Moderna e furono riconsiderati durante il Romanticismo.
I Tre Pilastri della Creazione Letteraria: Ingenium, Ars e Doctrina
Questa teoria, con radici nel mondo classico, si fonda su tre elementi:
- Ingenium: le qualità innate di ogni individuo.
- Ars: l'insieme delle regole di composizione, la tecnica letteraria.
- Doctrina: le conoscenze acquisite attraverso lo studio.
Il Principio dell'Imitatio: Modelli e Variazioni
Attraverso la combinazione di questi tre elementi si avvia il processo di creazione letteraria, il cui principio cardine, valido per tutta l'Età Moderna, è l'imitatio. Scrivere bene si basa sull'imitare bene. I modelli da imitare potevano essere di vario tipo, permettendo numerose variazioni senza negare il modello originale: modelli classici, testi biblici e anche autori medievali considerati ormai dei classici (Petrarca, Dante e Boccaccio).
Il poeta è concepito come un uomo saggio e dotto, capace di scrivere in latino, sebbene presto si affermerà anche l'uso del volgare, in particolare in Spagna e in Italia.
Imitazione Eclettica vs. Imitazione Ciceroniana
Riguardo al concetto di imitatio, emersero due posizioni principali:
- L'imitazione eclettica o composita: Questo concetto, già presente nell'antichità in Seneca (nella metafora delle api contenuta in una lettera a Lucilio), suggerisce che, come le api raccolgono il polline da fiori diversi per creare un miele unico, così l'autore deve attingere da diversi modelli per creare un'opera originale. Nasce così il binomio imitatio-variatio. Petrarca, ad esempio, mirava a competere con i suoi modelli, trasformando l'imitazione in emulazione (aemulatio).
- L'imitazione singola o ciceroniana: Invece di attingere da più autori, si propone di imitare un unico, eccellente modello per ciascun genere o stile letterario (ad esempio, Cicerone per la prosa). Questo approccio sembra limitare l'impulso all'originalità, poiché l'obiettivo non è superare un modello considerato insuperabile, ma avvicinarsi il più possibile alla sua perfezione.
Questa pratica di raccolta di esempi e modelli sarà fondamentale per la creazione di taccuini e zibaldoni, che a loro volta avranno grande importanza per le enciclopedie del Seicento e del Settecento, da cui si attingevano le citazioni.
La discussione sull'imitazione è strettamente legata alla retorica, l'arte di persuadere. Questo legame diventerà ancora più centrale in epoca barocca.