Urbanistica e Architettura Coloniale in America Latina: Messico, Brasile e Perù

Classificato in Scienze sociali

Scritto il in italiano con una dimensione di 4,95 KB

1. L'Urbanistica secondo le Leggi delle Indie

Nel XV secolo inizia la colonizzazione dell'America, svoltasi principalmente attraverso la fondazione di nuove città disposte secondo una griglia ortogonale (a scacchiera).

Nel 1573, il Consiglio delle Indie formulò le Leggi delle Indie, ovvero norme generali per la fondazione delle città in America. Queste regole stabilivano lo sviluppo e l'organizzazione delle superfici in modo uniforme, ponendosi come uno strumento serio per l'occupazione e la distribuzione della terra.

Criteri di Fondazione

Per fondare una città era necessaria una scelta accurata del sito, che doveva rispondere ai seguenti requisiti:

  • Fertilità: Il terreno doveva essere adatto all'agricoltura.
  • Clima: Doveva essere favorevole all'abitazione umana.
  • Accesso alle risorse: Presenza di acqua dolce e materiali da costruzione.

L'atto di fondazione prevedeva la figura di un fondatore e l'impianto del "rollo" o gogna, che definiva il centro della piazza principale. Da qui si stabilivano le funzioni più importanti e un impiegato registrava la distribuzione delle terre e delle funzioni radiali nel Piano della Plaza.

2. Messico Coloniale: Periodi e Architettura

L'architettura nel Messico coloniale si divide in cinque periodi principali:

  • Conventi-Fortezza: XVI secolo (prima metà).
  • Grandi Cattedrali: Seconda metà del XVI secolo.
  • Parrocchie: XVII e XVIII secolo.
  • Architettura Residenziale: XVII e XVIII secolo.
  • Architettura Civile.

I Conventi-Fortezza

Parallelamente allo sviluppo urbano, gli ordini religiosi svolsero un ruolo di evangelizzazione attraverso la creazione di conventi-fortezza. Questi rappresentavano il punto di congiunzione tra colonizzazione ed evangelizzazione, con funzioni missionarie, educative (catechismo) e spirituali.

Caratteristiche principali:

  • Mura difensive: Costruite per timore delle incursioni indigene.
  • Atrio: Un grande patio che ospitava gli indigeni, considerato uno spazio sacro.
  • Cappelle Posas: Situate agli angoli dell'atrio, utilizzate per le processioni e coperte da cupole.
  • Cappelle Aperte: Situate vicino al tempio, permettevano ai sacerdoti di celebrare per le grandi folle esterne.
  • Tempio: Spazio interno con influenze gotiche.
  • Fonte o Croce: Posizionata al centro dell'atrio.
  • Portale dei Pellegrini: Ingresso diretto all'atrio.

3. Brasile Coloniale: Il Periodo dello Zucchero e del Caffè

Le città brasiliane di questo periodo erano spesso città fortificate situate sulla costa, dedicate al commercio e alla produzione di zucchero e caffè. A differenza del modello spagnolo, queste città avevano spesso un percorso spontaneo.

Caratteristiche Urbane

  • Elementi principali: La lunga strada principale (attività commerciali), la piazza principale, il porto e i chafariz (fontane), che fungevano da punti di incontro.
  • Esempio di San Salvador: La città è divisa in Città Alta (area residenziale) e Città Bassa (zona commerciale e porto). La piazza non è centrale rispetto al porto per mantenere una distinzione funzionale, pur unificando gli spazi commerciali.

Caratteristiche Architettoniche

L'architettura religiosa ebbe il maggior sviluppo. Le chiese erano caratterizzate da:

  • Navata unica senza transetto e assenza di cupola.
  • Uso di legno, pietra e mattoni.
  • Grande libertà espressiva e compositiva all'esterno.
  • Uso del colore sia negli interni che nelle facciate.

4. Architettura Coloniale nel Vicereame del Perù: Cusco

A Cusco, l'architettura coloniale dovette adattarsi alle condizioni geografiche e sismiche della regione.

Materiali e Struttura

  • Materiali: Uso di paglia, fango (adobe), mattoni e materiali grezzi.
  • Altezza: Le case raramente superavano i due piani a causa del rischio sismico.
  • Stile: Linguaggio espressivo con forte influenza moresca e spagnola, integrato con caratteristiche locali.

La Cattedrale di Cusco

La Cattedrale presenta una pianta basilicale senza un vero transetto marcato, con una forte orizzontalità. È composta da tre navate centrali e due laterali. La facciata è del tipo "pala d'altare" (retablo), con archi polilobati, dettagli scultorei molto elaborati e un uso espressivo del colore.

Voci correlate: