Vampirismo e perturbante nelle opere di Edgar Allan Poe e Charles Baudelaire

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Berenice: Un'esplorazione del perturbante

Per cominciare, cerchiamo di riassumere il racconto di Edgar Allan Poe intitolato Berenice, per poi esaminare la storia e i personaggi.

La narrazione inizia con una riflessione di Egaeus sulla sua infanzia e sul legame con la cugina Berenice. I due crescono insieme, ma con caratteristiche opposte: Egaeus è descritto come una persona malata, avvolta nella malinconia, solitaria e dedita a un'intensa meditazione. Al contrario, Berenice è vitale, energica e traboccante di forza.

La malattia e la trance

Egaeus spiega che Berenice soffre di una strana malattia che la trasmutava fisicamente e moralmente, iniziando come epilessia per sfociare spesso in catalessi (uno stato stazionario simile alla morte). Anche Egaeus soffre di una condizione particolare: una forma di meditazione profonda che lo scollega dal mondo reale per ore o addirittura giorni.

Col passare del tempo, le loro condizioni peggiorano. Berenice subisce una trasformazione fisica, mentre le trance di Egaeus diventano più frequenti. Nonostante la loro condizione deplorevole, Egaeus propone il matrimonio a Berenice.

Il climax e la scoperta

Un giorno, mentre Egaeus si trova in biblioteca, Berenice appare di fronte a lui con un aspetto terrificante. Ciò che colpisce maggiormente il narratore sono i suoi denti, bianchi e affilati. Dopo questo incontro, Egaeus cade in una trance; al suo risveglio, scopre che Berenice è morta ed è stata sepolta. Tuttavia, un servo lo informa che la donna è stata ritrovata ancora viva nel cortile, fuori dalla sua tomba, con gli abiti sporchi di fango e sangue. Egaeus, spaventato, afferra una scatola che cade, rivelando al suo interno strumenti odontoiatrici e 32 piccoli oggetti bianchi.

Relazioni con il vampirismo e il perturbante

  • Vampirismo: La storia si collega al vampirismo attraverso il pallore di Berenice, i suoi occhi senza vita e l'ossessione di Egaeus per i suoi denti, simbolo della brama di sangue.
  • Il perturbante: Il racconto presenta elementi del "sinistro" (Unheimlich), dove il familiare (l'incesto, il matrimonio tra cugini) si mescola con l'ignoto e la malattia, creando un senso di disagio costante nel lettore.

Ligeia: Tra ossessione e resurrezione

La storia inizia con la descrizione della prima moglie del narratore, Ligeia, e del profondo fascino che esercita su di lui. Dopo la morte di lei, il narratore si trasferisce in un'abbazia e sposa Lady Rowena Trevanion. Tuttavia, dopo due mesi, Rowena si ammala gravemente.

Durante le notti di veglia, il narratore nota movimenti insoliti nella stanza e figure spettrali. Una sera, vede cadere gocce di un liquido color rubino nel vino della moglie, che ne peggiorano la salute. Dopo la morte apparente di Rowena, il suo corpo inizia a mostrare segni di vita, finché, al momento del risveglio, il narratore si trova di fronte non a Rowena, ma a Ligeia.

Analisi del vampirismo in Ligeia

Ligeia è descritta con tratti sovrumani: una voce melodiosa, occhi grandi e luminosi, e una bellezza che trascende la natura umana. La sua malattia e la sua ossessione per la vita la avvicinano alla figura del vampiro. Anche la trasformazione di Rowena e le apparizioni nella stanza suggeriscono un processo di vampirizzazione o di possessione soprannaturale.

Confronto tra Ligeia e Berenice

Entrambe le storie condividono temi comuni:

  • Malattia degenerativa: Donne colpite da mali misteriosi e fatali.
  • Ossessione maschile: I narratori sono ossessionati da dettagli fisici specifici (i denti in Berenice, gli occhi in Ligeia).
  • Bellezza ambigua: Entrambe le figure femminili possiedono una bellezza suprema ma inquietante, che confina con il soprannaturale.

Biografia e contesto

Edgar Allan Poe

Edgar Allan Poe (1809-1849) è stato un maestro del racconto gotico. Il suo racconto Berenice fu inizialmente criticato per la sua violenza, portando l'autore a pubblicare versioni censurate che omettevano dettagli macabri sulla sepoltura della protagonista.

Charles Baudelaire

Charles Baudelaire (1821-1867) ha vissuto una vita segnata da conflitti familiari e bohémien. La sua opera, in particolare I fiori del male, riflette le sue ossessioni personali, il rapporto tormentato con Jeanne Duval e la fascinazione per il tema del vampirismo come metafora dell'amore distruttivo e della sofferenza esistenziale.

Conclusione finale

L'opera di Baudelaire, così come quella di Poe, utilizza il vampirismo come allegoria della vita personale dell'autore. La figura della donna-vampiro, che consuma il sangue e l'anima dell'uomo, riflette le ferite emotive mai rimarginate di Baudelaire. Il tema della "morte-vita" e l'opposizione tra il sacro e il profano rimangono pilastri fondamentali per comprendere la profondità psicologica di entrambi gli autori.

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