Varietà della Lingua Italiana: Standard, Colloquiale e Gerghi

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1. Varianti della lingua e linguaggio standard

Il linguaggio presenta molte varianti nel suo utilizzo. Le varietà di una lingua possono manifestarsi per diversi motivi:

  • Varietà diastratica: legata a situazioni sociali e culturali.
  • Varietà diafasica: determinata dall'intenzione del parlante e dalla situazione comunicativa.
  • Varietà diatopica: legata alle diverse aree geografiche.

La lingua standard è considerata il modello ideale che tutti i parlanti dovrebbero conoscere e utilizzare. Rappresenta l'insieme di regole grammaticali e sintattiche considerate corrette.

2. La lingua appresa

Il linguaggio appreso è quello che si avvicina maggiormente alla lingua standard. Le sue caratteristiche principali sono:

  • La pronuncia corretta, evitando slang fonici.
  • L'uso di una sintassi ben strutturata, che consente l'espressione ordinata delle idee.
  • La ricchezza lessicale o abbondanza di vocabolario.

3. Il linguaggio colloquiale (uso quotidiano)

Il linguaggio colloquiale è utilizzato per comunicare con persone con cui si ha un rapporto di vicinanza emotiva. È il registro più comune nella vita quotidiana; sebbene gli errori siano frequenti, tende comunque a rispettare la norma.

Le principali caratteristiche linguistiche della lingua colloquiale sono:

  • Pronuncia rilassata: (es. cansao).
  • L'uso di stampelle linguistiche o riempitivi.
  • L'uso di forme abbreviate.
  • La presenza di parole con carica emotiva, attraverso suffissi accrescitivi, diminutivi e dispregiativi.
  • L'abuso di parole tronche.
  • L'uso frequente di frasi fatte e modi di dire.
  • L'uso di deittici per indicare spazio e tempo (es. io sto bene qui).
  • L'uso di esclamazioni e interiezioni.
  • La ripetizione di parole o frasi per enfasi.
  • L'uso del vocativo (es. Che dici, zio!).
  • Una sintassi semplice e un'enfasi espressiva.

4. La lingua volgare

Si discosta nettamente dalla lingua standard. A causa della mancanza di aderenza alla norma, si verificano errori definiti come slang o volgarismi. Questi si manifestano a diversi livelli:

  • Livello fonetico: confusione di consonanti e vocali.
  • Livello morfosintattico: uso scorretto delle forme verbali (es. venito invece di venuto) o uso dell'infinito al posto dell'imperativo (es. sedere invece di siediti).
  • Livello lessicale-semantico: confusione nel significato delle parole.

5. Il gergo e le sue tipologie

Il gergo è una particolare forma di espressione usata da specifici gruppi sociali o professionali. Si distinguono principalmente due tipi:

  • Gergo professionale: varietà linguistica propria di diverse attività lavorative, caratterizzata da tecnicismi e termini specifici di un mestiere.
  • Gergo sociale (slang): utilizzato da gruppi sociali, spesso marginali, per distinguersi dal resto della comunità.

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