Deissi e meccanismi di coesione testuale: deissi personale, spaziale e temporale
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Deissi
Deissi
È una procedura che ci permette di individuare in un testo le persone, gli oggetti e gli eventi in termini di spazio-tempo e circostanze. Possiamo distinguere tre tipi principali: persone, luoghi e tempo.
5.4.1 Deissi personale
Deissi personale: designa le diverse voci o le persone coinvolte nel discorso:
- 1ª persona: singolare (io) o plurale (noi) — emittente.
- 2ª persona: singolare (tu) o plurale (voi) — destinatario.
- 3ª persona: singolare (lui/lei) o plurale (essi/loro) — terze persone.
Tale designazione può essere esplicita (attraverso i pronomi personali) o implicita (attraverso le desinenze personali dei verbi).
5.4.2 Deissi spaziale
Deissi spaziale: individua i punti di luogo o le zone occupate da persone e oggetti nel testo. Questa funzione si realizza attraverso l'individuazione di:
- Dimostrativi (questo / quello / ciò) e avverbi di luogo (qui / qua / là), che mostrano il grado di vicinanza o lontananza delle persone e degli oggetti rispetto al centro deittico (spesso l'io dell'enunciazione).
- Posizioni spaziali (dentro / fuori, sopra / sotto, alto / basso, davanti / dietro, vicino / lontano, destra / sinistra), che collocano con maggiore precisione gli oggetti e le persone in relazione al soggetto enunciativo.
- Verbi di movimento (andare / venire / portare), che indicano il movimento di persone e oggetti verso o lontano dal centro deittico (ad es. venire verso l'io o andare via da esso).
5.4.3 Deissi temporale
Deissi temporale: colloca persone ed eventi nel tempo. Questa rappresentazione è realizzata tramite indicatori temporali e forme verbali. Il ruolo dei marcatori temporali è duplice:
a) localizzare l'azione verbale nel tempo, sia rispetto al momento dell'enunciazione (oggi, ieri, domani, dopodomani, la prossima settimana ...), sia in relazione a un altro punto di riferimento (poi, allora, prima, dopo, più tardi ...);
b) indicare la natura dell'azione verbale, che può essere:
- Istantanea o puntuale (improvvisamente, all'improvviso ...).
- Abituale (spesso, di volta in volta, sempre ...).
- Continua / durativa (per una settimana, per due anni, durante l'estate, tutta la vita ...).
- Incoativa (fin dall'infanzia, da allora, da quel momento, quattro anni fa, cinque settimane fa ...).
- Terminativa (fino alla nascita di suo fratello, fino alla sua morte ...).
I tempi verbali indicano il tempo (passato, presente o futuro) in cui l'azione si svolge.
Ripetizione / ricorrenza
Ripetizione / ricorrenza
Questo meccanismo implica la ripetizione di un elemento lungo il testo. Si possono distinguere varie forme.
5.1.1 Ripetizione fonica (isotopia fonica)
Ripetizione fonica (isotopia fonica): contribuisce alla coesione testuale mediante la ripetizione di fonemi e di modelli accentuativi o tonali.
- Fonemi. Il caso più evidente è la rima, un fenomeno che comporta la ripetizione di fonemi a partire dalla vocale tonica finale del verso.
- Regimi accentuativi. Un altro meccanismo coesivo nella poesia è la ripetizione periodica di accenti di intensità. Ad esempio, si possono osservare accenti che cadono sistematicamente su determinate sillabe di ogni emistichio (es. 3ª e 6ª sillaba).
- Regimi tonali. La melodia e i moduli tonali possono anch'essi contribuire a un elevato grado di coesione.
- Ripetizione sintattica (isotopia grammaticale). Il caso più chiaro è il parallelismo, che si verifica quando si ripete la stessa costruzione grammaticale nel discorso.
5.1.2 Ripetizione lessicale
Ripetizione lessicale: consiste nel ripetere la stessa parola in frasi successive.
5.1.3 Ripetizione semantica
Ripetizione semantica: consiste nella sostituzione di una parola o di una frase con un altro termine semanticamente correlato, in modo che entrambi siano generalmente intercambiabili nel discorso. Questa procedura si trova nei seguenti casi:
- Sinonimi: si verifica quando due o più termini hanno lo stesso significato.
- Contrari (antonomi): costruiscono una relazione di opposizione tra due termini.
- Iperonimia: costruisce un rapporto di inclusione tra due parole, così che il significato del termine più generale (iperonimo) comprende quello del termine più specifico.
- Iponimia: costruisce un rapporto di inclusione inverso, in cui il significato del termine più specifico (iponimo) è compreso nel significato del termine più generale.
- Parafrasi: evita l'espressione diretta di un'idea per renderla più generale o perdeviare l'enunciazione.
Campo lessicale: la presenza di parole che appartengono allo stesso campo concettuale contribuisce anch'essa alla coesione del testo.
Identità referenziale
Identità referenziale
Questa è una procedura che rimanda a qualcosa di già citato nel testo. Questo ruolo è svolto da pronomi, determinanti, avverbi e proforme lessicali (parole jolly). Possiamo distinguere tre tipi:
- Anafora. Riproduce il significato di un elemento che è già apparso precedentemente.
- Catafora. Anticipa un elemento che sarà espresso in seguito, di solito tramite l'uso di pronomi o costrutti anticipatori.
- Uso della parola jolly (proforma lessicale). Si tratta di parole il cui significato è talmente ampio che possono sostituire un gran numero di termini, con un grado di precisione molto basso. In effetti sono iperonimi universalizzanti (sostituti universali). Esempi di sostantivi: cosa, roba, gente, persona; esempi di verbi: fare, avere, andare, succedere.