Stati di eccezione e poteri del Presidente nella Costituzione: assedio, assemblea ed emergenza economica
Inviato da Comunità Wikiteka e classificato in Diritto & Giurisprudenza
Scritto il in
italiano con una dimensione di 7,91 KB
Aggiornato il
Riassunto
Il testo spiega come il Presidente può dichiarare lo stato di assedio o di assemblea con l'autorizzazione del Congresso, quanto durano questi stati e quali diritti possono essere limitati. Tratta anche le requisizioni, il controllo giudiziario, il decreto di emergenza economica e il potere regolamentare, incluso il decreto supremo. Lo studente ottiene un quadro sintetico dei limiti costituzionali del potere esecutivo.
Punti chiave
- Lo stato di assedio o di assemblea può essere dichiarato dal Presidente con delibera del Congresso Nazionale, che ha 5 giorni per pronunciarsi.
- Lo stato di assedio dura 15 giorni, prorogabili di altri 15; dopo la riforma del 2005 la durata massima dello stato di emergenza è fissata a 90 giorni.
- L'estensione prolunga uno stato già in corso, mentre il rinnovamento impone un nuovo stato dopo l'estinzione del precedente.
- Nello stato di assemblea possono essere limitati la libertà personale, la circolazione e altri diritti secondo l'Articolo 43 CPR.
- Le requisizioni sono prestiti forzosi che devono essere compensati con una giusta indennità pecuniaria.
- Il decreto di emergenza economica non può superare il 2% annuo della spesa totale autorizzata per legge e richiede la firma del Presidente e di tutti i Ministri.
- Il decreto supremo è un ordine scritto che, di regola, richiede la firma del Ministro, che ne assume la responsabilità.
Riassunto generato con l'IA a partire dal documento. Mettiti alla prova
Lo Stato di Assedio e lo Stato di Assemblea
Lo stato di assedio e di assemblea può essere dichiarato solo dal Presidente con delibera del Congresso Nazionale, che ha 5 giorni di tempo per pronunciarsi sulla proposta presidenziale. Il Congresso deve decidere tra un sì o un no, senza poter aggiungere condizioni alla richiesta del Presidente. Se il Congresso non concede l'autorizzazione, il Presidente non può dichiarare alcuno di questi due stati. Solo nel caso dello stato d'assedio e dello stato di assemblea, mentre il Congresso sta decidendo, il Presidente può dichiarare lo stato d'assedio o di assemblea in via provvisoria per proprio conto.
Durata dello Stato di Emergenza
L'assedio dura 15 giorni; il Presidente può prorogarlo per altri 15 giorni se l'emergenza persiste. La Costituzione non specifica se il Presidente abbia bisogno dell'accordo del Congresso per estensioni successive, ma per motivi di sicurezza si è concluso che il Presidente necessiti dell'approvazione del Congresso (parere del Presidente). Lo stato di assemblea non ha alcun limite di tempo finché permane lo stato di guerra esterna che ne ha motivato la dichiarazione.
In contrasto con questa situazione, a seguito della riforma del 2005 e secondo la legge organica, il periodo dello stato di emergenza è stato fissato a un massimo di 90 giorni. (Prima della riforma, tutti gli stati di emergenza duravano 90 giorni ma potevano essere estesi).
Estensione e Rinnovamento
L'estensione: comporta il prolungamento dello stato di emergenza già dichiarato; pertanto, deve essere effettuata prima che lo stato di emergenza si estingua. In aggiunta, tutte le misure prese per sospendere o limitare i diritti durante lo stato di emergenza continuano a esistere e non devono essere dichiarate ex novo. In contrasto, il "Rinnovamento" mira a imporre un nuovo stato di eccezione dopo che quello precedente si è già estinto, rendendo necessaria una nuova dichiarazione. Pertanto, il primo stato decade e viene rimesso in scena durante il secondo stato d'emergenza.
Diritti Interessati dagli Stati di Eccezione
Ai sensi dell'Articolo 43 della CPR (Costituzione Politica della Repubblica), vengono stabiliti i diritti che possono essere interessati in ogni stato di emergenza. Se il Presidente agisce al di fuori di questi limiti, il decreto sarebbe incostituzionale e potrebbe essere impugnato tramite ricorsi come la protezione.
Diritti interessati nello Stato di Assemblea
Quando si afferma che si può "sospendere o limitare la libertà personale", la dottrina intende:
- (1) Arrestare persone nelle loro case o in luoghi diversi dalle carceri. Non si tratta necessariamente di criminali, ma di soggetti che mettono in pericolo la sicurezza nazionale senza commettere un reato che avvierebbe una procedura regolare. Il Ministro dell'Interno può ordinare l'arresto e trattenerli finché vige il decreto. Possono essere spostati nel territorio, purché il trasferimento avvenga in una zona urbana (comune).
- (2) Espulsione dal territorio: non è la stessa cosa dell'estraniazione imposta da un giudice; si tratta di un ordine del Presidente della Repubblica.
- (3) Divieto d'entrata in Cile.
- (4) Divieto di lasciare il paese (radicamento).
- (5) Limitazione della libera circolazione: ad esempio, il coprifuoco.
Nota sulla terminologia: L'arresto in questo contesto è una privazione della libertà amministrativa e non ha nulla a che fare con un crimine. Si parla di arresto anche quando:
- Si priva una persona della libertà come vincolo per obbligarla a un adempimento (es. pagamento pensione).
- Risulta da un provvedimento disciplinare militare o di corte.
Diritti interessati nello Stato di Assedio
La Costituzione parla direttamente di modi specifici per limitare la libertà personale:
- (1) Arrestare persone nelle loro case o in luoghi diversi dalle prigioni.
- (2) Limitazione della libertà di circolazione.
- (3) Sospensione del diritto di riunione.
Requisizioni e Diritto di Proprietà
Nello Stato di Assemblea e di Catastrofe, è possibile effettuare la requisizione di beni. Le requisizioni sono imposte dalle autorità militari per soddisfare le necessità dell'emergenza. Trattandosi di un prestito forzoso, deve essere rimborsato pagando una giusta compensazione pecuniaria, determinata di comune accordo o dal giudice. Si possono sequestrare beni mobili, immobili e di consumo.
Limitazioni di dominio: Non si tratta di privazione della proprietà, ma di obblighi imposti al titolare. Se la limitazione impedisce l'esercizio del diritto fondamentale (uso, godimento), è adeguato compensare l'interessato.
Controllo Giudiziario e Ricorsi
Contro le misure adottate dal Presidente, i cittadini possono avvalersi di tutte le risorse di protezione. Prima della riforma del 2005, i giudici potevano valutare solo questioni di forma. Oggi, i giudici hanno piena autorità di valutare i motivi e le circostanze di fatto (merito).
Sebbene l'Articolo 45 sembri limitare i tribunali, il riferimento all'Articolo 39 permette infine di valutare se la situazione di emergenza abbia effettivamente compromesso il normale funzionamento delle istituzioni, convalidando così il controllo di merito sulle circostanze che hanno portato alla dichiarazione.
Decreto di Emergenza Economica (Art. 32 CPR)
Fino al 1943, il Presidente poteva emanare decreti di spesa superiori al limite di bilancio tramite i "decreti di insistenza", che obbligavano il Controllore a dare esecuzione nonostante il deficit, producendo inflazione. La riforma del 1943 e la successiva del 1925 hanno introdotto:
- (1) La proibizione dei decreti di insistenza per spese precedentemente rifiutate dal Controllore.
- (2) La creazione del decreto di "emergenza economica".
Limiti del decreto economico:
- Formale: Deve essere firmato dal Presidente e da tutti i Ministri.
- Sostanziale: Deve rispondere a calamità pubbliche, attacchi esterni, disordini interni o pericolo per la sicurezza nazionale.
- Contabile: Non può superare il 2% annuo della spesa totale autorizzata per legge.
Se il Presidente e i Ministri superano tale soglia, sono responsabili in solido per il reato di appropriazione indebita di fondi pubblici.
Potere Regolamentare (Art. 32 n° 6)
Il Presidente, come capo del governo e dell'amministrazione, ha il potere di emanare norme giuridiche tramite decreti, regolamenti e istruzioni. Le finalità sono:
- (1) Attuare leggi esistenti (potere esecutivo).
- (2) Regolare materie non coperte dalla legge (auto-regolamentazione).
Il Decreto Supremo
Il Decreto Supremo è l'ordine scritto emesso dal Presidente con la firma di uno o più Ministri. Le sue caratteristiche sono:
- (A) Formale: Deve essere un ordine scritto.
- (B) Firma ministeriale: Ai sensi dell'Articolo 35 CPR, la firma del Ministro è essenziale per testimoniare la volontà del Presidente e per assumersi la responsabilità legale (civile, penale e politica).
- (C) Firma presidenziale: Può mancare in casi autorizzati dalla legge, utilizzando la formula "Con ordinanza del Presidente della Repubblica", per facilitare il lavoro amministrativo.
Domande frequenti
Chi può dichiarare lo stato di assedio o di assemblea?
Solo il Presidente, con delibera del Congresso Nazionale. Se il Congresso non concede l'autorizzazione, il Presidente non può dichiarare nessuno dei due stati.
Quanto dura lo stato di emergenza secondo la riforma del 2005?
Secondo la legge organica, dopo la riforma del 2005 la durata dello stato di emergenza è fissata a un massimo di 90 giorni.
Qual è la differenza tra estensione e rinnovamento dello stato di eccezione?
L'estensione prolunga lo stato già dichiarato e deve avvenire prima della sua scadenza. Il rinnovamento impone un nuovo stato dopo che il precedente si è estinto, richiedendo una nuova dichiarazione.
Quali limiti ha il decreto di emergenza economica?
Deve essere firmato dal Presidente e da tutti i Ministri, rispondere a calamità, attacchi esterni, disordini interni o pericoli per la sicurezza, e non può superare il 2% annuo della spesa totale autorizzata.
Mettiti alla prova
Schede di ripasso
Clicca una scheda per vedere la risposta.
Test
Domande generate con l'IA a partire dal documento: verifica le risposte con il testo.