L'Esistenzialismo di Sartre: Libertà, Responsabilità e l'Essere

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L'Uomo come Progetto: Le Fondamenta dell'Esistenzialismo

All'inizio del XX secolo si afferma la filosofia esistenzialista, un prodotto della situazione sociale e culturale di grave crisi causata dalle due guerre mondiali. I filosofi iniziano a riflettere sul significato vero della vita. Due rappresentanti fondamentali dell'esistenzialismo sono Heidegger, con la sua distinzione tra essere-nel-mondo ed essere-nel-tempo, e Sartre, che divide l'essere in essere-in-sé ed essere-per-sé.

L'Ontologia Fenomenologica di Sartre

Sartre è stato riconosciuto come il principale rappresentante e divulgatore dell'esistenzialismo. L'aspetto più significativo del suo pensiero è la sua ontologia fenomenologica: essa parte dal presupposto che ciò che esiste è ciò che appare; il fenomeno, l'apparenza, non nasconde, ma rivela la propria essenza. Questa descrizione fenomenologica lo ha portato a distinguere tra l'essere-in-sé e l'essere-per-sé, ovvero tra l'Essere e il nulla.

La Distinzione tra i Modi dell'Essere

  • Essere-in-sé: è l'oggetto, la cosa che è quello che è e nulla più. Aspira a niente di più che semplicemente essere. È solido, opaco, massiccio e inconoscibile. Tuttavia, questo essere non esaurisce tutta la complessità dell'esistenza; esiste un altro modo di essere.
  • Essere-per-sé: è la coscienza o la realtà umana. Si caratterizza per la mancanza di qualcosa; pertanto, cerca di essere un altro essere in modo diverso. È qui che la coscienza nasce dal nulla: si desidera ciò che non si ha.

Così, mentre l'essere-in-sé è ciò che è, l'essere-per-sé non lo è ancora, ma dovrebbe esserlo. Per questo diciamo che l'uomo non è altro che il proprio progetto. Nell'essere-in-sé vi è un tranquillo possesso di qualcosa che poggia su di sé senza dubbi, mentre nell'essere-per-sé vi è l'inquietudine e il desiderio di essere diversamente. Questa consapevolezza produce una sensazione di vertigine che Sartre chiama nausea.

Libertà e Scelta Esistenziale

Per Sartre, il nulla si identifica con la libertà: è l'uomo che è consapevole di essere un progetto che deve realizzarsi. L'uomo deve essere perché ha la capacità di farsi da solo. Pertanto, la libertà non è semplicemente una possibilità dell'essere umano, ma la sua stessa essenza. Essere umano significa essere libero, e ciò richiede che l'uomo agisca invece di restare inchiodato all'essere-in-sé.

Essere liberi significa rompere il determinismo causale, rompere con il passato e fuggire dai fatti che si lasciano alle spalle. In breve, la libertà non è un dato, la libertà si crea. Per Sartre, l'esistenza precede l'essenza. La sua essenza è il risultato di successivi atti di libera scelta compiuti durante la vita (è un protendersi in avanti). Questo concetto si può riassumere nella frase: "L'uomo non nasce, si fa".

Responsabilità e Angoscia

La libertà non è un semplice problema filosofico per l'uomo; è un fatto essenzialmente legato al suo essere (si nasce liberi). Ogni uomo deve utilizzare eticamente la propria capacità di scelta. Ma questa libertà significa che l'uomo è responsabile di ciò che è e di ciò che diventa. Quindi, il primo passo dell'esistenzialismo è mettere l'uomo in possesso di se stesso, attribuendogli la piena responsabilità della propria esistenza.

La responsabilità dell'uomo deriva dalla consapevolezza della libertà e genera angoscia. L'angoscia è definita come la paura di se stessi, il timore delle nostre scelte e delle conseguenze che queste possono comportare. Questa responsabilità aumenta quando ci rendiamo conto che le nostre scelte non riguardano solo il livello individuale, ma hanno un riflesso sul livello sociale. Tutto ciò che facciamo ha una dimensione collettiva.

Conclusione

In conclusione, il progetto uomo può essere sintetizzato come segue: l'essere si divide in fenomeno (essere-in-sé) e coscienza (essere-per-sé). Questo è ciò che spinge l'uomo a voler superare se stesso, in quanto creatura libera. Tuttavia, tale libertà rende l'uomo l'unico responsabile delle sue azioni, e questa consapevolezza genera inevitabilmente l'angoscia esistenziale.