Hume: empirismo, causalità, conoscenza, religione e identità

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Principali linee di pensiero di Hume

Empirismo: l'empirismo di Hume è la corrente più rappresentativa del movimento filosofico che sostiene che tutta la nostra conoscenza deriva dall'esperienza. In campo epistemologico Hume nega l'esistenza di idee innate: gli unici elementi della conoscenza sono le impressioni e le idee.

Tipi di ragionamento e principi

  • Tipi di ragionamento: a priori e a posteriori.
  • Principio di causalità: secondo questo principio, una causa particolare produce sempre e necessariamente un effetto particolare.

Critica della metafisica cartesiana

Hume critica la metafisica cartesiana e le sue tre 'sostanze' tradizionali: il sé, la realtà esterna e Dio. Contesta l'affermazione dell'esistenza di un io sostanziale e sostiene che non possiamo garantire razionalmente l'esistenza di Dio.

Etica e morale

Per Hume l'etica e la morale si basano sul sentimento morale. Difende una forma di emotivismo morale, secondo cui i giudizi morali sono espressioni di sentimento piuttosto che deduzioni razionali.

Problema della conoscenza

Per Hume, tutta la nostra conoscenza deriva dall'esperienza empirica. Si richiama a Newton: l'intenzione è fare qualcosa di simile alla scienza fisica di Newton, ma applicata alla scienza dell'uomo. Hume cerca di raggiungere il cuore dell'indagine, ovvero la natura umana.

La nuova metodologia di Hume ha due obiettivi principali: descrivere compiutamente e determinare i limiti e le capacità della comprensione umana. Hume, come Locke, nega l'esistenza di idee innate.

Percezioni e conoscenza

Esistono due tipi di percezioni: le impressioni e le idee. Hume distingue inoltre due modalità razionali di conoscenza: la conoscenza delle relazioni tra le idee (tipicamente a priori) e la conoscenza dei fatti (a posteriori). Pertanto, per Hume l'intera conoscenza concreta dipende principalmente dal ragionamento a posteriori.

Infine, Hume spiega il nesso tra idee attraverso il principio dell'associazione, illustrato tramite l'idea di causalità e il concetto di connessione necessaria.

Problema di Dio

Hume sostiene che non possiamo garantire l'esistenza di Dio: l'esistenza di Dio non è conoscibile empiricamente e quindi non può essere dimostrata. Non può essere giustificata razionalmente, poiché non abbiamo impressioni sensoriali di Dio. Per Hume, la base della religione non è né puramente razionale né spiegabile esclusivamente come istinto morale. Le nostre idee non vanno oltre la nostra esperienza: poiché non abbiamo esperienza né immagine di Dio, non possiamo affermarne l'esistenza con certezza.

Il problema dell'uomo

Hume critica le tre 'sostanze' cartesianee (il sé, la realtà esterna e Dio). Nega la validità dell'idea del sé inteso come un'identità stabile e permanente, una sostanza o essenza: è impossibile avere un'idea di un sé così definito. Secondo Hume, il nostro «io» non è altro che la successione di impressioni che si verificano nella nostra mente e che la memoria unifica. La memoria del 'io' è dunque un fatto psicologico prodotto dal ricordo e non qualcosa di sostanziale.

Per quanto riguarda la realtà esterna, Hume sostiene che non possiamo assicurarne l'esistenza con certezza, poiché non possiamo affermare senza dubbio che le nostre impressioni provengono da qualcosa di esterno: questa critica mette in discussione la nozione di causa come fondamento per garantire la realtà esterna.

Problema della realtà

Poiché siamo incapaci di dire senza dubbio che le nostre impressioni provengono da qualcosa di esterno, non possiamo assicurare che la realtà esterna esista in modo certo. Di conseguenza, non possiamo sapere con certezza se esista una realtà esterna indipendente dalle nostre percezioni.

Ribadire la critica

Hume ribadisce la critica delle tre 'sostanze' cartesiane (sé, realtà esterna e Dio). Nega l'affermazione dell'esistenza di un 'io' inteso come identità stabile e permanente: è impossibile avere un'idea di un sé sostanziale o essenziale. Quindi, il nostro io non è altro che la successione di impressioni che si verificano nella nostra mente e che la memoria riunisce. La memoria del 'io' è, di conseguenza, un fatto psicologico prodotto dal ricordo e non qualcosa di sostanziale.