Socrate e Platone: contesto storico, dottrine e conseguenze politiche
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Punto 2. Socrate e Platone
1. Contesto storico
1.1. Trionfo della democrazia nella città-stato
Guerre civili e rivoluzione: costituzione democratica di Clistene, come modificata dalla rivoluzione di Efialte: partecipazione politica di tutti i cittadini nel governo della città.
- Tre partiti politici: reazionario; i Cavalieri della Verità e dell'Ordine (moderato, rappresentato da Socrate e Platone); e il partito radicale democratico dei lavoratori. Partito di governo del proletariato guidato da Pericle.
- Dopo le Guerre persiane (vittoria dei Greci guidati da Atene sull'impero persiano), nella Guerra del Peloponneso, Sparta sconfisse Atene e questa iniziò il suo declino. Seguì il governo dei Trenta Tiranni, con una dura persecuzione dei cittadini.
1.2. Illuminismo greco
Splendore culturale (V secolo a.C.) e umanesimo antropocentrico: l'uomo è al centro dell'arte, della letteratura e della filosofia.
La tragedia è vista come mezzo di educazione popolare e mette in scena le lotte e i conflitti politici nella società, oltre alla parentela: la polis fondata sul diritto.
Ideale estetico: classicismo, canone di bellezza (armonia ed equilibrio); naturalismo: bellezza naturale, l'idea di una armonia cosmica, ordine e bellezza, in linea con una morale basata sulla moderazione e l'equilibrio, e la virtù della prudenza.
Illuminismo greco: razionalismo, ricerca della verità universale e oggettiva. Istruzione popolare e filosofia critica: il dubbio scettico e il relativismo culturale.
1.3. I Sofisti
1.3.1. Crisi della filosofia
Crollo di sistemi unificanti: la cosmologia tradizionale viene screditata perché non può rivelare l'essenza ultima della realtà (scetticismo); emergono differenze morali tra le classi.
La verità dipende dagli interessi di ciascuno: è relativa ai punti di vista ed è soggettiva (relativismo).
1.3.2. Indagine sull'uomo come soggetto di conoscenza
Osservazione della varietà di culture e costumi per arrivare alla nozione di convenzione: l'organizzazione sociale è il risultato di un accordo tra i cittadini e non deriva da una legge divina.
1.3.3. Finalità pratiche
I Sofisti hanno finalità pratiche: formazione e istruzione. Insegnano l'arte di convincere (retorica) e il ragionamento argomentativo per fini politici; sono retribuiti e spesso difendono interessi privati o partiti politici.
Esempi: Protagora: "L'uomo è misura di tutte le cose" (relativismo); Gorgia: "Nulla è; se qualcosa fosse, non potremmo saperlo; e se lo sapessimo, non potremmo comunicarlo" (scetticismo).
2. Socrate: oltre i Sofisti
2.1. Ricerca della verità oggettiva
Socrate cerca una verità con validità universale per trovare le basi di un accordo tra i cittadini, la morale e la legge che derivano dalla natura umana (non convenzionali). Concepisce l'uomo come essere sociale: gli esseri umani sono essenzialmente morali e politici.
2.2. Maieutica
La maieutica (arte delle levatrici: aiutare la nascita delle idee) mira a far emergere il senso comune dei cittadini e la conoscenza della verità oggettiva, basata sull'assenza di pregiudizi. Critica dell'ignoranza espressa attraverso l'ironia e l'auto-riconoscimento della propria ignoranza: «Io so di non sapere».
2.3. Metodo dialettico
La verità appare nel dibattito pubblico attraverso lo scontro di diverse prospettive sulla realtà; la ragione è sintesi di idee opposte (dialettica). Socrate impiega un metodo razionale che combina induzione (raccolta di punti di vista diversi per trovare una definizione universale) e sviluppo logico deduttivo.
2.4. Intellettualismo morale
Per Socrate, la saggezza pratica è il fondamento della vita buona e della condotta morale che conduce alla felicità. Ogni essere umano tende al bene; il male è ignoranza. Bisogna conoscere ciò che si vuole («Conosci te stesso»): la virtù è il dominio della ragione su sé stessi che permette di raggiungere i propri obiettivi.
2.5. Libertà e dovere civico
La libertà consiste nell'adempimento del dovere civico per il bene pubblico (equivalenza tra bene pubblico e bene privato). Accettare la condanna a morte per seguire le leggi della città è, per Socrate, un atto di virtù: la giustizia è la virtù principale (virtù = felicità = giustizia).
3. Platone: i dialoghi
3.1. Significato storico
Platone formula un sistema che affronta i problemi fondamentali da risolvere mediante la filosofia critica e razionale (metafisica, epistemologia, metodologia).
- Scienza: origine della prima scienza come ricerca di fenomeni sottostanti di ordine razionale (Timeo: il mondo materiale è copia imperfetta del mondo delle idee). Eudosso di Cnido propone il primo modello scientifico di astronomia; il sistema geocentrico. Aristotele svilupperà la biologia e la fisica.
- Estetica: formulazione degli ideali classici di armonia naturale; l'arte come imitazione della natura: la bellezza risveglia l'amore che conduce alla verità e al bene.
- Teologia: precursore di alcuni concetti poi ripresi nel cristianesimo; influenza su Agostino: la mente divina comprende i progetti della creazione, collegata al mondo delle idee.
3.2. Sintesi della filosofia precedente
Platone integra correnti presocratiche:
- Eraclito: il mondo sensibile è in perenne cambiamento.
- Parmenide: equivalenza tra pensare ed essere; la verità è logica e immutabile.
- Pitagora: i numeri come essenza della realtà; importanza della matematica.
- Anassagora: il nous, l'intelligenza trascendente che governa l'universo.
Punto di partenza dall'insegnamento di Socrate: argomento razionale, obiettività della verità, idee innate, intellettualismo morale, libertà e virtù civica.
3.3. Epistemologia: teoria delle idee
Per Platone il mondo sensibile è mera apparenza; le sensazioni sono ombre o immagini ingannevoli. La vera realtà sono le idee, immutabili, eterne, spirituali e trascendenti.
Idee innate: conoscere è ricordare (anamnesi) il mondo delle forme; il mondo materiale richiama la memoria delle idee. Il processo è l'ascensione dell'anima verso il mondo delle idee, illustrato nel Repubblica dal mito della caverna.
Forme di conoscenza: l'opinione sensata (doxa), conoscenza incerta che può includere immaginazione e percezione (scienze sensibili); l'intelletto raggiunge la conoscenza vera (episteme), che può essere matematica (analisi) o dialettica (sintesi).
Il mondo delle idee è gerarchico ed è un sistema di relazioni necessarie (ragionamento deduttivo). In cima a questa gerarchia sta l'idea del Bene o dell'Unità.
3.4. Metafisica
La vera realtà risiede nelle idee; gli oggetti materiali partecipano all'esistenza delle idee perché ne costituiscono l'essenza formale (teoria dell'immanenza) o le imitano come copie imperfette (aspetto trascendente). Il demiurgo (il creatore) modella la materia e organizza il cosmo seguendo i modelli ideali, come un artigiano che lavora la materia per creare un oggetto bello.
3.5. Antropologia
L'essere umano è composto da tre parti dell'anima (metafora del carro alato):
- Anima razionale: immortale, appartiene al mondo delle idee ed è imprigionata nel corpo (l'auriga).
- Anima irascibile: animale, con impulsi di volontà (il cavallo obbediente).
- Anima concupiscibile: sede dei desideri (il cavallo disordinato).
Le virtù corrispondenti sono prudenza, fortezza e temperanza; la prima (prudenza) deve governare le altre due, come l'auriga governa i cavalli.
Le anime razionali appartengono al mondo delle idee e sono eterne, ma vengono gettate in prigione nel corpo; esiste la trasmigrazione delle anime: esse si reincarnano in corpi materiali fino a quando non sono purificate per ritornare al mondo delle idee.
3.6. Morale e politica
L'uomo è per natura socievole: l'importanza delle relazioni sociali è fondata sulla giustizia. «È più sfortunato chi commette ingiustizia che chi la subisce»: la giustizia è una virtù morale che mantiene l'equilibrio tra le varie parti della personalità umana e si applica ai rapporti con gli altri. «Il tiranno è tiranno anche verso se stesso».
Divisione funzionale del lavoro nella città-stato: ogni cittadino deve svolgere il proprio compito per cooperare al bene comune, che coincide con il bene di tutti e di ciascuno (bene privato = bene pubblico). Centrale è l'educazione dei cittadini alla vita sociale.
La Repubblica è un modello ideale (utopia) composto da tre classi: governanti filosofi, guerrieri e produttori, che corrispondono alle tre parti dell'anima e alle rispettive virtù. La struttura della personalità è speculare alla struttura sociale.
Il fallimento dell'utopia porta a sviluppare le Leggi: lo Stato imperfetto è regolato dal dominio della legge, nella quale ogni cittadino, incluso il governante, deve sottomettersi alla legge.