Il Teatro Barocco Spagnolo: Lope de Vega e la Rivoluzione della Commedia Nuova
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Il Teatro Barocco
Il teatro barocco rappresenta un fenomeno in cui il dramma ha superato di gran lunga, sia in quantità che in qualità, tutta la produzione esistente fino ad allora.
L'eredità del Rinascimento
Dopo il dramma religioso medievale, che conserva l'Auto de los Reyes Magos, e le prime manifestazioni della seconda metà del XV secolo con Lucas Fernández e le Egloghe di Juan del Encina, il Rinascimento ha portato una produzione drammatica limitata. Nella prima metà del XVI secolo si sono distinti Bartolomé de Torres Naharro, Gil Vicente, Lope de Rueda e i suoi pasos, all'interno del teatro popolare. Si distinsero anche Juan de la Cueva, per i suoi drammi epici nazionali, e Miguel de Cervantes.
La "Nuova Commedia"
Il rinnovamento e il consolidamento della formula del teatro barocco, che adottò il nome di "Nuova Commedia" per distinguerla dal dramma classico, fu opera di Lope de Vega. Egli comprese che il teatro spagnolo doveva separarsi dall'imitazione classica per iniziare un proprio percorso attraverso una "Nuova arte di fare commedie". La capacità di Lope de Vega fu esemplare:
- Redditività: Allineò il teatro a un modello redditizio, con una forma più libera che deviava dalle regole classiche.
- Vicinanza al pubblico: Offrì al pubblico un teatro vicino e familiare nei temi e nei contenuti, una delle chiavi del suo successo.
- Valori: Incarnò il sentimento monarchico, il concetto di onore, l'orgoglio nazionale e l'ortodossia religiosa.
- Flessibilità: Prevista per creare storie con grande amenità scenica.
- Spettacolo totale: Concepì l'opera come uno spettacolo totale, con una messa in scena in cui prevalevano le vicissitudini della trama, i balli, ecc. Non erano semplici teatri, ma corrales (cortili) di quartiere.
Ristrutturazione tecnica della "Nuova Commedia"
I cambiamenti tecnici furono i seguenti:
- Riduzione degli atti: Ridotti a tre atti rispetto ai cinque della commedia classica.
- Concezione dinamica: Imitazione della vita come un intrigo in scene di movimento incessante.
- Rottura delle unità: Superamento della regola delle tre unità aristoteliche (tempo, luogo e azione) che costringevano a mantenere un singolo spazio scenico.
- Mescolanza di generi: Unione di tragedia e commedia, in contraddizione con i precetti aristotelici, che portò a una nuova forma: la tragicommedia o dramma.
- Polimetria: Reazione contro l'unità metrica richiesta dai classici e utilizzo della polimetria in funzione dello sviluppo dell'azione (poesia eroica, ecc.).
- Varietà di versi: Uso del romance per la narrazione, del sonetto per i monologhi e le dichiarazioni, ecc.
- Decoro linguistico: Presentazione di un linguaggio espressivo adeguato all'età e alla condizione di ogni personaggio.
- Personaggi fissi: Impostazione della commedia su una struttura fissa di personaggi: la dama (bellezza e nobiltà), il galán (uomo di notevoli qualità), il gracioso (servo divertente), ecc.
- Temi centrali: Convergenza dell'azione drammatica verso il senso dell'amore e dell'onore.
Il tema dell'onore e della dignità
Lope de Vega rese il tema dell'onore uno dei motori principali del teatro:
- L'onore (Honor): Era il privilegio dei nobili, ereditato e basato sul valore e sul lignaggio degli antenati. La "Nuova Commedia" equiparò nell'onore e nella sua difesa sia i signori che i popolani, purché fossero "limpios de sangre" (di sangue puro).
- La dignità (Honra): Era una virtù personale che non veniva ereditata e che si basava sull'opinione che gli altri avevano di sé, riferendosi spesso al comportamento delle donne.
L'onore e la dignità erano nella commedia barocca spagnola valori assoluti, paragonabili alla vita; il loro fallimento equivaleva alla morte sociale.
I due cicli della "Nuova Commedia"
I due esponenti più importanti sono: Lope de Vega e Calderón de la Barca.
Lope de Vega
Lope Félix de Vega Carpio, conosciuto come la "Fenice degli Ingegni". Della sua vasta produzione si conservano circa 500 opere. I temi delle sue opere, come la sua poesia e prosa, variano in conformità con lo spirito dell'autore, alternando tra amore divino e passione umana.
Tra i seguaci di Lope si distinsero i drammaturghi: Guillén de Castro, Juan Ruiz de Alarcón, Luis Vélez de Guevara e Antonio Mira de Amescua.
Tirso de Molina
Vero seguace della "Nuova Commedia", contribuì alla fase di rinnovamento con i seguenti sviluppi:
- Creazione di personaggi: Fu il grande creatore di personaggi del teatro spagnolo, tra cui spicca Don Juan.
- Psicologia: Indagò sempre nel trattamento psicologico dei suoi personaggi.
- Ruolo femminile: Diede grande rilievo alle donne, eroine intelligenti, ricche di sfumature e capaci.
- Temi teologici: Si occupò di questioni etiche e trascendenti come la predestinazione o il libero arbitrio.
- Realtà sociale: Eluse le questioni della tradizione nazionale per ispirarsi alla realtà sociale e religiosa del tempo.
Calderón de la Barca
Calderón rappresenta il culmine del dramma del Siglo de Oro. Utilizzò il tema dell'onore e sintetizzò l'idea barocca del disinganno e del libero arbitrio nel personaggio di Sigismondo. Contemporanei e seguaci di Calderón furono: Francisco de Rojas Zorrilla e Agustín Moreto.