Sant'Agostino: Contesto Storico, Vita e Fondamenti del Pensiero Filosofico

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Contesto socio-culturale, filosofico e storico di Sant'Agostino

La diffusione del Cristianesimo in tutto l'Impero Romano è avvenuta durante i secoli I e II. In un primo momento, si è sviluppata nelle comunità ebraiche in Palestina, ma si è poi estesa anche alla popolazione greca dell'Impero Romano. Successivamente, Costantino proclamò l'Editto di Milano, con il quale il Cristianesimo fu legalmente tollerato.

La vita di Sant'Agostino si svolge in questo periodo, in cui il Cristianesimo si stabilisce definitivamente. Teodosio rese il Cristianesimo la religione ufficiale; dopo la sua morte, il declino dell'Impero divenne irreversibile e nel 395 il territorio fu definitivamente diviso. I Visigoti saccheggiarono Roma e Sant'Agostino morì nel 430, durante l'assedio della città di Ippona. Dal regno dell'imperatore Costantino a quello di Teodosio si assiste a una sorta di rinascita della cultura classica. Le basiliche erette da Costantino furono molte e le più importanti sono San Giovanni in Laterano, San Pietro e San Paolo fuori le Mura a Roma.

Contesto Filosofico

Nel terzo secolo, la dottrina filosofica più importante che resta è il Neoplatonismo, fondato da Plotino (205-219). La sua opera, le Enneadi, è stata molto influente per Sant'Agostino, in quanto non solo gli ha permesso di accettare l'idea di una realtà immateriale, ma anche il concetto del male come privazione. Questo concetto plotiniano permise a Sant'Agostino di dare una soluzione al problema del male. Il pensiero di Platone, alimentato dal Neoplatonismo, ebbe una grande influenza e fece sì che il Cristianesimo si basasse su concetti platonici.

Quando il Cristianesimo si ufficializzò, apparvero i Padri della Chiesa. Il loro scopo era spiegare la dottrina cristiana. A seconda del linguaggio usato dagli autori nelle loro opere, si può parlare di Padri greci e latini. La Patristica latina acquisì importanza dalla metà del III secolo, quando il latino sostituì il greco come lingua liturgica. Questi autori furono influenzati da classici latini come Cicerone o Seneca. Esponenti di punta sono Sant'Ambrogio, San Girolamo, San Gregorio e Sant'Agostino.

Vita e opere

Sant'Agostino nacque a Tagaste nel 354. Dopo aver terminato gli studi in questa città, si trasferì a Madaura e poi a Cartagine, conoscendo inizialmente molto male il Cristianesimo. A diciotto anni, la lettura dell'Ortensio di Cicerone risvegliò in lui un vivo interesse per la sapienza, che lo portò verso il Manicheismo; tuttavia, ben presto ne fu deluso e, non trovando spiegazioni soddisfacenti, lasciò la setta.

Il contatto con le Enneadi di Plotino gli fece sperimentare il desiderio di purificare i propri costumi, ma in questo tentativo si sentì impotente di fronte alla forza delle sue passioni. Leggendo una delle epistole di San Paolo, comprese che l'uomo non riesce a liberarsi del peccato senza la grazia di Gesù Cristo. All'età di 32 anni si interessò all'insegnamento cristiano e si convertì al Cristianesimo.

Opere principali:

  • Contra Academicos: critica allo scetticismo.
  • Sulla vita felice (De Beata Vita).
  • Soliloqui: riguardanti la conoscenza, l'immortalità, la verità dell'anima e la saggezza.
  • Confessioni: dove racconta la storia della sua vita.
  • La città di Dio: opera in cui riflette sulla caduta dell'Impero e sulla volontà libera.

Principali linee del pensiero

Dio è l'oggetto principale della filosofia di Sant'Agostino. L'argomento centrale di Sant'Agostino è la presenza nell'uomo di verità universali, necessarie e immutabili. Sant'Agostino pose nell'intelligenza divina di Dio le idee esemplari di questa relazione, in una zona che chiamò ragioni seminali (rationes seminales). Cioè, il soggetto porta in sé i germi della verità.

Concezione dell'uomo e della conoscenza

Nella sua concezione dell'uomo, corpo e anima sono sostanze distinte ma inseparabili; l'anima è una sostanza autosufficiente unita al corpo. Egli afferma che l'uomo è immagine di Dio attraverso la memoria, l'intelligenza e la buona volontà. Nel campo del conoscimento, dobbiamo sottolineare la conoscenza intellettuale, nella consapevolezza che distingue le idee e la conoscenza delle verità eterne.

Egli ritiene che la fede e la ragione abbiano come missione la scoperta della verità. Il fine ultimo dell'uomo è quello di capire: l'uomo vero non può trovare la felicità se non in Dio. Tuttavia, mancando di una visione adeguata di Se stesso, l'essere umano può scegliere beni mutevoli, allontanandosi in questo caso dal vero oggetto della sua felicità; ma lo fa sempre liberamente.